RIFLESSIONI SUL PROBLEMA DISOCCUPAZIONE

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L'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro" .

Il primo articolo della Costituzione italiana fu scritto per ribadire che lavorare è la virtù da cui dipende il progresso, la ricchezza di una nazione.

Purtroppo tale concetto è stato interpretato erroneamente, cosicchè anzichè intendere per lavoro  fatica e sudore, tutti vorrebbero studiare, dirigere e organizzare cioè far lavorare gli altri. Tutti hanno diritto all'Istruzione e vogliono diventare dottori. Lavorare, cioè essere virtuoso, significa invece essere un insignificante operaio nella costruzione di strade, ferrovie, edifici.

La gerarchia burocratica dell'amministrazione statale è pertanto diventata molto complessa e articolata, al punto tale che diventa impossibile lavorare, poichè nessuno è disposto a condividere la fatica necessaria al lavoro se per lavoro si intende svolgere attività pesanti. Con la parola "lavoro" viene inteso "comandare qualcuno", "scaricare il barile" senza doverlo portare o reggendolo il minimo tempo necessario a tenere in piedi la finzione da cui dipende il proprio posto di lavoro.
Il lavoro svolto è il minimo necessario, tanto quanto il progresso con cui la nazione italiana riesce ad avanzare.

Se il primo articolo della Costituzione anzichè affermare che la Repubblica è fondata non sul lavoro avrebbe semplicemente affermato che è fondata sulla virtù, nella sua banalità, sarebbe stata però più chiara.
Difatti cos'è la virtù?
Virtù è fare qualcosa di utile, fra cui per esempio un ragazzo che studia a scuola ma che riceve in cambio solo un inutile voto sulla pagella, con un titolo che non servirà ad inserirlo in alcuna azienda perchè non gli verrà chiesto quanto sei intelligente, ma chi sono i tuoi parenti.
Solo premiando i meriti invece si innescherebbe un processo costruttivo che avanza verso il futuro, e non finto, ipocrita e retrograde come in Italia.
Al giorno d'oggi fare qualcosa di meritevole di encomio, nella migliore ipotesi viene considerato insignificante, e nella maggior parte dei casi è motivo di derisione, svalutazione, persecuzione, furto, perchè le persone che fanno qualcosa in più, sono sovversive, cioè provocano il crollo di un ordine sociale gerarchizzato che non vuole rimettersi in discussione, non vuole novità.

Durante il periodo monarchico, quando le famiglie erano più numerose, diveniva più evidente che non era possibile, per una famiglia aristocratica, trasmettere il titolo nobiliare a tutti i figli, per cui solo il primo figlio ereditava il regno, al fine di non avere un regno o un feudo frammentato e debole.
Solo al primogenito veniva dato tutto ciò di cui aveva bisogno, mentre al secondo figlio spettava meno, di solito la vita militare, con cui doveva conquistarsi la propria eventuale ricchezza, oppure la vita monastica. A differenza di quanto accade oggi, veniva stabilito fin da piccoli cosa si poteva diventare in età adulta, e i giovani di oggi, che non hanno vissuto nel sistema monarchico e non essendo consapevoli che "homo homini lupus", cioè di come funziona la società umana, non sanno sfruttarla a proprio furbo vantaggio, decadendo nella condizione di disoccupato.

Il sistema democratico non genera posti di lavoro per tutti, ma si limita a conservare l'ordine costituito, ciò che si è realizzato, ed in esso trovano spazio solo coloro che possono occupare il posto occupato dal padre, tramite un meccanismo nascosto di favoritismi, raccomandazioni, simpatie.
Gli altri, essendo in eccesso, vengono svalutati, rimangono esclusi, disoccupati, e vengono costretti a emigrare, cosa che non serve a risolvere il loro problema, perchè potranno solo diventare schiavi di qualche altro padrone.



COS'E' LA DEMOCRAZIA ?



Niccolò Machiavelli con il suo libro "Il Principe" come altri pensatori, fra cui Dante Alighieri nel suo libro "de Monarchia", sosteneva che la natura di uno Stato può essere sempre e solo monarchica. Possiamo solo sperare che venga governato da un Principe virtuoso, consapevole e altruista, cioè un "mecenate".

L'uomo di oggi merita di più? é diventato più virtuoso?

La società umana non é cambiata: é e sarà sempre classista. Nel sistema repubblicano rimane ancora possibile trasferire i beni patrimoniali da padre in figlio come accadeva nel sistema monarchico.

Il poter trasferire in eredità la proprietà immobiliare da padre in figlio, genera una divisione della società in classi, fra cui una classe sociale di famiglie stabilmente benestanti che conserva ricchezza e potere, che impedisce agli altri di conquistare e migliorare la propria condizione sociale, non perchè più egoista ma perchè l'uomo è stupido.

Nei regimi monarchici l'aristocrazia viveva oziando, ma la percentuale degli aristocratici era minima rispetto al popolo. Oggigiorno la percentuale della gente che ozia è molto aumentata per cui non c'è stato progresso.
Il nostro sistema democratico non è ancora decaduto proprio perchè il potere appartiene alla maggioranza numerica del popolo, che però non è la parte migliore della società.
C'é qualcosa di così difficile nel dirigere e governare per cui deve esserci un'amministrazione numerosa?
Ma può progredire una nazione se non c'é accordo e comunanza di vedute per cui devono esistere tanti partiti con opinioni diverse?
Nel sistema monarchico l'aristocrazia era dispotica in maniera evidente, mentre oggigiorno la classe benestante lo è in misura anche maggiore, ma nascostamente.
Viene fintamente promesso a tutti la possibilità di migliorare la propria condizione sociale, come per esempio con l'istruzione scolastica, ma in realtà la scuola rilascia solo un titolo inutile.

Il progresso scientifico è consentito se non destabilizza l'equilibrio sociale, da cui dipende la pace, cioè l'attuale superiorità militare ed economica degli USA, per cui se si vuole studiare, si deve vivere in America.

La società democratica si è divisa in due principali classi sociali: la prima é quella dei "lavoratori" pagati dallo Stato, che devono organizzare, dirigere il lavoro altrui, mentre la seconda classe é quella delle aziende e dei lavoratori privati, che devono produrre ciò che i primi consumano, ma che sono anche causa di consumi superflui e abitudini sbagliate, che causano anche spreco, come il consumo delle droghe, o i consumi alimentari che portano all'obesità.
E' contraddittorio notare come le imprese private più redditizie producono servizi e beni superflui, come il turismo, la ristorazione, i bar, in cui bere per esempio il caffé, abitudine stupida e inutile. Cioè mentre qualcuno ha il troppo, qualcun altro non ha neanche il minimo necessario, la qual cosa non appare ingiusto, perchè si deve pur aver diritto a spendere i propri soldi come ci pare e piace, anche eventualmente buttarli, ma si deve tenere presente che chi gestisce la "res-publica" cioè decide la spesa pubblica, si appropria di una ricchezza che non gli appartiene, e con la sua scarsa parsimonia, scarica a qualcun altro le conseguenze economiche della propria negligenza, cioè impoverisce gli altri ma lui rimane sempre e comunque benestante.

Chi governa deve essere invece il più virtuoso, deve essere il più onesto, il più diligente nella spesa, ma questo nel nostro sistema non accade.
Dovrebbe essere consentito governare solo alle persone migliori, deve essere valutato con grande attenzione il grado di intelligenza di chi si candida in politica.
Secondo i migliori candidati possibili sono gli scienziati inventori, dotati di genio ampiamente confermato.



COME SI E' FORMATO L'ATTUALE SISTEMA ECONOMICO POLITICO ?



Dopo la scoperta dell'America e lo sfruttamento delle colonie da parte delle nazioni europee ci fu uno scontro fra due differenti modi di organizzare la società ed il lavoro.

Con la guerra civile americana del 1856 si ebbe il primo scontro fra due sistemi differenti: quello degli Stati del Sud, ex colonie spagnole, che non avevano combattuto la guerra di indipendenza del 1777 dall'Inghilterra, per cui vivevano ancora di scambi commerciali con la madrepatria, e il loro sistema economico prevedeva una società divisa in classi, come nella monarchia spagnola, ed era finanche schiavista con i neri.
Gli Stati del Nord invece, ex colonie inglesi, erano divenuti più indipendenti dall'Inghilterra, e la loro economia era maggiormente commerciale e libera, per cui veniva favorito il progresso, l'industrializzazione, un sistema meno rigidamente diviso in classi, e quindi più democratico.

Nel sistema schiavista la disoccupazione non esisteva, e solo i padroni oziavano, mentre nel secondo inglese tutti potevano arricchirsi, diventare manager, e questo poteva accadere solo perchè era ancora possibile migliorare la propria condizione sociale emigrando, impossessandosi delle terre di sparuti indigeni meno avanzati.

Raggiunta l'Indipendenza dal re inglese nel 1777, la maggiore e diffusa possibilità di vivere liberamente dal dispotismo delle monarchie ha causato il crollo dei regimi monarchici europei, incluse le successive dittature del '900 con la seconda guerra mondiale.
La possibilità di emigrare consente di poter fuggire dalle trappole sociali che mirano a rendere un uomo schiavo, nel nuovo sistema politico democratico anti-monarchico.
Poter viaggiare, oltrepassare i confini nazionali, cosa che non accadeva in passato, é uno strumento che impedisce il risorgere di regimi monarchici e dispotici.

Ma oggigiorno é ancora possibile migliorare le proprie condizioni di vita tramite l'emigrazione? o forse era un'opportunità riservata ai coloni inglesi, che si ritrovarono in un territorio abitato da indigeni come il Nord America, e che come quando in passato due nazioni entravano in conflitto, vinceva sempre il più prolifico?

Per cercare lavoro il sistema politico impone ormai a tutti di emigrare, senza considerare che per trasferirsi si devono sostenere delle spese, viaggio, vitto, alloggio cioè una serie di difficoltà che ci inducono a permanere in casa, con la famiglia, anziché trasferirsi per poi spendere inevitabilmente quel minimo guadagno.
L'organizzazione del lavoro dovrebbe invece prevedere che le aziende forniscano tutto ciò di cui i lavoratori hanno bisogno, dovendo emigrare spesso, fra cui principalmente gli alloggi altrimenti il doversi trasferire, renderà difficile e poco conveniente emigrare, e questo favorirà l'assorbimento degli stranieri.

Lo Stato dovrebbe favorire uno sviluppo sul territorio ordinato delle imprese, cioè la gente non deve spostarsi troppo per poter lavorare, altrimenti si lavorerà meno, e la caotica distribuzione delle opportunità di lavoro, provoca troppi spostamenti e migrazioni.

Dopo la seconda guerra mondiale si é instaurato un sistema politico di tipo repubblicano-democratico che ha origine nel modello sociale anglo americano a decorrere dal 1945.
Non si fa altro che produrre leggi che nessuno rispetta ed elencare diritti che non vengono garantiti. Penso che si dovrebbe ritornare al fascismo, all' uso delle armi come strumento di igiene sociale, e il servizio di leva militare obbligatorio avrebbe potuto uno strumento per organizzare e inserire i giovani in una impresa, anzichè restituirli alla disoccupazione e trasformarli in drogati, ribelli e scapestrati. Si dovrebbe pertanto tornare indietro. Perchè rendere utile l'obbligo al servizio di leva e consistere in attività lavorative e missioni all'estero, nonchè essere una tappa obbligatoria per aver merito a proseguire gli studi universitari e poter accedere a eventuali cariche amministrative. La nostra non è una società in cui vengono premiati i meriti, ma si è invece evoluta nel parassitismo, la delinquenza, e l'immoralità. La civiltà attuale, non essendo possibile alcuna correzione, si spegnerà gradualmente.


IL MERITO E LA COMPETIZIONE NELL'ECONOMICA DI MERCATO


Nel nostro sistema economico la crescita economica non dipende più dall'estensione territoriale di una nazione, per cui in passato scoppiavano le guerre, ma la ricchezza di una nazione aumenta con gli scambi commerciali, con l'import-export. Purtroppo questo sistema lascia nella miseria i paesi che mancano di competivitività, di solito quelli meridionali, essendosi sviluppato a partire dalle nazioni del Nord Europa, in particolare dalle isole britanniche.

Lo stesso accade anche fra le stesse regioni di una stessa nazione come In Italia, dove le regioni meridionali, a partire dal 1860, con l'unificazione del regno sabaudo, non avendo industrie, non si sono sviluppate in confronto al Nord-Italia.

Nelle nazioni che non crescono tecnologicamente, le industrie non sono competitive, e non potendosi formare, nessuno avrà più lavoro.

Ma questo accade anche perchè in un'economia di mercato la produzione economica non viene programmata dallo Stato, in relazione alle necessità del futuro, cioè ci si pone lo scopo di produrre solo quello che la gente consuma subito e che compra.

Il nostro sistema economico non si pone cioè obiettivi lungimiranti, non si preoccupa delle prossime generazioni.

La meccanizzazione dell'agricoltura consente di produrre abbastanza cibo per tutti, ma nessuno dovrebbe poter oziare, mentre invece è questo che accade, per cui, essendo l'ozio "il padre dei vizi" regna il menefreghismo, la corruzione.

Soddisfare solo i bisogni attuali, favorisce lo sviluppo delle imprese private, ma anche lo spreco e un rapido consumo delle risorse naturali. Manca in questa impostazione della produzione economica una visione futurista e globale dello sviluppo di una nazione.


COS'E' IL CAPITALISMO



Da cosa dipende lo scontro ideologico fra comunismo e capitalismo?

Fino al 1700 la plebe doveva contribuire gratuitamente alla realizzazione di opere pubbliche o alle attività agricole dei feudi, da cui cercavano ovviamente di sottrarsi non essendo retribuito, ma da quando si pensò di retribuire il lavoro stampando carta-moneta, entrò in crisi il sistema monarchico che consentiva agli aristocratici di avere soldi dallo Stato senza fare nulla, per cui ci fu la Rivoluzione Francese che fu il primo tentativo di instaurare un regime comunista.Il comunismo impone l'uguaglianza, rende meno importante la funzione del denaro. La rivoluzione duro però pochi anni. Perché si dovrebbe condividere qualcosa con tutti gli altri, se gli altri non lo meritano e se possiamo possedere di più?!
La facile produzione di denaro, che fino ad allora era fatto solo di monete in oro, ed ora invece anche di carta, ha trasformato il sistema economico e politico.La gente che lavora pensa ingenuamente che grazie al denaro diventerà ricca ma in realtà ci penserà il fisco o l'inflazione, o una variegata serie di truffe a derubarla.Per diventare ricchi non basta il lavoro. Ci vorrebbe troppo tempo. Si diventa ricchi solo truffando. Per tale scopo si é sviluppato il commercio. Chi commercia non lavora ma vive grazie a chi lavora, perfezionando sempre di più tecniche di vendita e persuasione.Sebbene solo col lavoro si può produrre ricchezza, occorre chiarire che lavorare significa vivere una condizione di servitù, per cui solo chi vive del lavoro altrui può sperare di accedere a posizioni sociali dirigenziali.
Mussolini fu un dittatore ma seppe dare un importante esempio di partecipazione diretta al lavoro degli agricoltori, cosa che i politici di oggi non fanno.La società di oggi é dominata da persone sostanzialmente parassite ed inutili, che fanno parte della burocrazia statale e che diventerà sempre più complessa, lenta ed improduttiva. Il nostro sistema economico arricchisce solo chi riesce a imporsi socialmente, e non chi lavora sudando.Chi vive uno stato di disoccupazione, vive tale condizione perché é stato già subordinato, per cui se entrasse in una azienda verrebbe sfruttato e poco rispettato, subendo prepotenze senza potersi difendere. La disoccupazione é una condizione socialmente subordinata che spetta a chi vive in una condizione di minoranza.Il sistema capitalista é fondato sugli scambi commerciali e l'uso del denaro come mezzo di scambio.Si é diffuso grazie all'Inghilterra, perché si é diffuso nel mondo con la colonizzazione con cui l'Inghilterra sfruttava economicamente e controllava politicamente varie nazioni. Tale sistema ha poi potuto diffondersi grazie alla vicinanza degli inglesi con gli USA, e il loro contributo nella vittoria della Seconda Guerra mondiale.La crisi economica dell'ottobre 1929 che perversava nel Nord America fino alla seconda guerra mondiale, causata dal crollo del sistema economico monarchico e dalla diffusione del comunismo come in Russia, ma anche come con il fascismo e il nazismo, poiché anche essi erano regimi tendenzialmente comunisti. Le strategie economiche che portarono a risolvere la crisi del 1929, grazie alla vittoria della 2^ guerra mondiale, furono quelle di imporre nel mondo il proprio potere militare e quindi decisionale anche in materia economica, tramite "la libera concorrenza", cioé un sistema coloniale con cui si impedisce alle altre nazioni di svilupparsi, rimanendo politicamente ed economicamente succubi e funzionali alla crescita di una sola nazione nel mondo e cioé gli USA.Le imprese nascono e si sviluppano solo dove l'economia é già più fiorente. La libertà di produrre, la concorrenza e la competizione commerciale arricchisce chi é già ricco.Tale sistema economico genera un'accentramento della produzione e della ricchezza solo nelle regioni in cui l'industria é maggiormente sviluppata, bloccandola delle regioni meridionali. Nel Nord si concentrano gli affari, le aziende, mentre i paesi meridionali si limitano a fornire loro solo le materie prime, nonché la forza-lavoro dei giovani, costretti a emigrare. Le nazioni che devono ancora svilupparsi, non potranno che vivere esportando materie prime e a fornire alla nazione economicamente dominante ciò che serve ad essa per crescere e svilupparsi, rimanendone per sempre succube.Mentre nel '700 si portavano i neri dall'Africa nelle colonie americane a raccogliere il cotone, oggigiorno invece sono gli stessi africani, pur di fuggire dalla povertà o regimi dispotici, a rendersi disponibili nell'essere sfruttati, il che é una forma diversa di colonialismo. Gli USA con il proprio potere militare, non garantiscono la pace nel mondo ma quell'ordine sociale necessario al proprio sviluppo economico, poiché un sistema fondato sulla libertà é solo e nient'altro un sistema in cui prolifera la criminalità a danno dei deboli e non di chi ha potere.I giovani fuggono da regimi dispotici, ma il male va risolto nei paesi di provenienza, con un migliore controllo militare internazionale.Cosa mette in crisi il potere economico degli Stati Uniti?
Il comunismo, cioé una organizzazione delle imprese nello Stato, visto come il principale imprenditore.
Le imprese devono svilupparsi, alternando statalizzazione e privatizzazione, ricorrendo all'esproprio quando non è produttiva per aggregarle e renderle competitive, affidandone la gestione a chi ha maggiori capacità, ed è innovativo.
Il comunismo non é morto nè potrà mai morire perchè è un aspetto della democrazia. Comunismo significa accentrare nello Stato la proprietà delle fonti della produzione, cioé delle imprese.
Cosicchè la Cina ha deciso intelligentemente di accentrare le fonti della produzione economica mondiale, tramite il commercio, partecipando alle attività di scambio e tramite la concorrenza, azzerare le imprese straniere, sfruttando la potente forza-lavoro di un popolo numeroso come quello cinese, con un basso costo. Organizzando il lavoro con rapporti a tempo determinato, si viene impiegati in base ai progetti a tempo determinato, promossi dal Governo, terminati i quali, ognuno ritorna da dove veniva, per esempio torna a lavorare nelle campagne, ed in tal modo impiegati e dirigenti rimangono una minoranza.
Il crollo del muro di Berlino non rappresenta la vittoria del capitalismo sul comunismo, cosicchè nell'ottobre 2008 si è manifestata la debolezza del nostro sistema economico.
La crisi del sistema capitalista é stata innescata dalla concorrenza economica della Cina, che ha deciso di arricchirsi per contrastare il primato americano, potendo produrre molto grazie alla maggiore forza lavoro, diventando un popolo di schiavi, perchè la supremazia americana è anche militare, tecnologica e scientifica, ed inoltre la crisi economica del 2008 non era causata solo da una società diventata pigra ma anche dalla eccessiva dipendenza dell'economia americana dal petrolio.
Di solito gli USA riescono ad innescare delle lotte interne di natura partitica-ideologica, che fermano il progresso di una nazione. Su questo punto la Cina sembra però essere rimasta immune, così come contro il terrorismo politico, quello con cui venivano ammazzati i politici come Aldo Moro.
Allorchè si potesse unificare il mondo e si giungesse ad un sistema economico globalizzato, non avrebbe più senso parlare di scambi commerciali, di import export, perchè la programmazione economica verrebbe centralizzata e decisa da un solo Governo.
Per cui mentre finora la ricchezza di una nazione dipendeva dalla quantità delle esportazioni e dai consumi, in futuro occorrerà avere programmi di sviluppo globali, stabilire quali priorità devono esserci nella produzione di beni, senza che vi sia spreco.
Siamo diventati ricchi ma siamo circondati da nazioni povere di cui nessuno si preoccupa e che crescono demograficamente.
Il nostro sistema economico fondato sull'export, rende necessario consumare molto perchè le imprese non si fermino, per cui c'è spreco, a danno delle risorse naturali disponibili, per cui distruggiamo la Natura con la massima noncuranza.



L'EURO E GLOBALIZZAZIONE DELL'ECONOMIA DI MERCATO



L'Italia è una nazione con un grande patrimonio artistico architettonico, ma pensare che il turismo sia fonte di arricchimento è stupido.
Esso è invece causa di regressione e sottosviluppo, tanto quanto lo è un popolo destinato a invecchiare e da cui i giovani vorrebbero fuggire, ...vorrebbero ma non possono perché la nostra società è gerarchizzata monarchicamente, i giovani vengono incatenati in trappole fatte di fonti diritti. La società li vorrebbe schiavi del lavoro ma non li costringe, perché ha la possibilità di ricorrere al lavoro degli immigrati stranieri, che vengono illusi dalla falsa impressione di benessere che la nostra societa' esercita presso le nazioni più povere e giovani.
Il nostro sistema economico vive di pubblicità.
I giovani africani ci vedono ricchi e pensano che i nostri giovani siano disoccupati perché essendo benestanti, non vogliono lavorare troppo.
Questo fenomeno è il frutto della gerarchia monarchica che struttura la società italiana. L'Italia è una nazione retrograde, non ci sono nemmeno grattacieli.
Gli scienziati sono pochi e non hanno alcun ruolo politico. I benestanti sono stupidi, scansafatiche, che occupano stabilmente posizioni privilegiate come accadeva nelle monarchie e non ci può essere ricambio. La Giustizia è riservata agli "amici".
Esiste anche una gerarchia mondiale delle nazioni, creata tramite l'ONU, dal capitalismo e dalla prepotenza militare americana.
Nel sistema capitalista la ricchezza viene distribuita gerarchicamente, seguendo un ordinamento piramidale fondato sul possesso e sull'uso delle armi e tutto è finalizzato pertanto al progressivo arricchimento degli Stati Uniti d'America.
L'Europa e l'Italia in tale gerarchia non occupano un ruolo di secondo posto per cui precipiteranno nella miseria, perchè il posto occupato in tale gerarchia dipende dalla quantità di potere militare.
Non avendo potere, un popolo destinato a diventare povero può solo farsi pubblicità come popolo ricco di storia e quindi ...avanzato? o forse invece vittima del proprio vecchiume?
Il lavoro è solo quello di chi suda perché fatica. Ma la gente pensa che lavoro sia anche il settore terziario del divertimento, o quello dei politici, o quello quello di chi dirige e riesce a guadagnare soldi facilmente. Nessuno lavorerà piu, perché tutti vogliono il meglio dalla vita a meno che abbia senso lavorare senza venire pagati. Da quando hanno inventato e diffuso le banconote, rubare e vivere del lavoro altrui è diventato un sistema produttivo economico. Tutti vorrebbero rubare. Tutti moralmente squallidi.
E' diventato normale vendere cocaina pur di potersi arricchire. Che ce ne frega di chi la compra. L'importante è far soldi. Il denaro è tutto.
Che ce ne frega se la Natura viene devastata, o se la gente produce e spende per cose inutili. E' giusto svagarsi, altrimenti come faremo a sopportare il sistema gerarchico stupido e oppressivo con cui è organizzato il lavoro, anziché usare la ghigliottina. Se la nostra e' una Repubblica perché non vengono decapitati i re? Siete diventati buoni?
E' anche giusto derubare chi ha accumulato troppi soldi, altrimenti si rischia di non avere più soldi da spendere e di fermare la macchina produttiva. Che ce ne frega se i soldi necessari sono frutto del lavoro di qualcun altro.
La crisi economica manifestatasi nel 2008, non é dovuta all'introduzione dell'euro, anzi, l'euro é una moneta introdotta con lo scopo di unificare l'Europa, cioé di convergere gli interessi comuni contro organismi politici aventi maggiore influenza e potere nel consesso mondiale, dal momento che la crescita demografica sta rendendo alcune nazione molto più importanti.L'Europa sta perdendo quel potere politico di cui ha goduto fino alla seconda guerra mondiale, successivamente spostatosi nel Nord America, a cui é rimasta legata da vincoli economici ma rimanendole subordinata.L'euro riduce le differenze fra le diverse nazioni europee, con il tentativo di darle un volto unitario.Aver perso la seconda guerra mondiale, la pessima opinione di ciò che di utile che fu realizzato dal periodo fascista con Mussolini, Hitler, Stalin, ci impedisce di avere un volto che non sia quello servile agli USA.Vogliamo l'unità politica europea ma come si fà a tenere assieme tanti popoli che non parlano nemmeno la stessa lingua, senza un programma di sviluppo economico che metta d'accordo tanti partiti con opinioni così diverse? il sistema economico liberista continuerà solo ad accentuare le differenza fra Nord e Sud, accentrando la ricchezza nelle regioni più industrializzate e competitive, così come é accaduto fra le diverse regioni italiane, dopo l'unificazione del 1860.Grandi nazioni come la Cina e l'India, in quanto più popolose, hanno diritto a imporci un diverso modus-vivendi. Riescono a produrre di più e a costi minori, considerato lo scarso valore della forza lavoro, per cui gli europei non possono continuare con il proprio stile di vita.
L'Europa nei secoli scorsi dominava nel mondo grazie alla propria superiorità militare, per cui riusciva a imporsi, accumulando ricchezza, ma lasciando le altre nazioni nella propria arretratezza. Ora, a causa della loro popolosità, molti popoli nel mondo, possono imporsi, riversandosi in Europa con un inarrestabile flusso migratorio, come i popoli africani. Si diventa ricchi sfruttando qualcun altro. Le nazioni europee nei secoli scorsi hanno potuto disporre di una maggiore forza militare, e quindi imporsi con il colonialismo. L'immagine di benessere attira però immigrati da tutto il mondo e causerà un affondamento della barca assistenziale in cui viviamo.
Quella degli immigrati e' invasione, saccheggio. L'immigrazione di massa dalle nazioni più prolifiche e povere, non consente progresso economico ma lo ferma. Più si diventa ricchi e più aumenta il numero degli immigrati. Ma del resto, allorché una nazione stabilisce un confine, può solo accadere o che colonizzi il mondo o ne verrà colonizzata. L'Europa e' diventata ricca col colonialismo fino al 1940. Le nostre colonie erano la Libia, Etiopia e Somalia, la cui successiva indipendenza non ne ha migliorato la condizione perchè li ha esposti ad una nuova forma di colonialismo, anzi, probabilmente durante il fascismo hanno avuto il maggiore impulso al progresso. Attualmente sono gli Stati Uniti a controllare il mondo con un loro sistema economico liberista neo-coloniale. Da noi, in Europa, diminuisce la natalità, perché non si creano i presupposti affinché si formi una famiglia, e cambia anche i rapporti fra i due sessi. La famiglia è un'istituzione obsoleta.
Dopo la Seconda Guerra Mondiale, gli USA hanno potuto imporre all'Italia come al resto del mondo il loro sistema sociale, che chiamano democrazia, fondato sulla libera concorrenza delle imprese, ma che in realtà sfrutta la posizione di vantaggio di chi é già ricco per potersi imporre e impoverire i poveri.Tutte le nazioni sono state ridotte ad una condizione di vassallaggio dagli USA. Vengono imposti quelli che sembrano elementi di libertà, ma in realtà é una forma di buonismo fondato sull'ipocrisia, che lascia gran parte della gente nella miseria.Tutto ciò che serve a costruire una società più avanzata viene bloccato e distrutto, lasciando liberi e consentendo di acquisire più forza a coloro che distruggono, banalizzano chi appare diversamente inquadrato ma solo perché é rimasto escluso dalle tendenze della parte dominante della società. Nella nostra società c'é una classe conservatrice, che non intende condividere o cedere quanto possiede.Si dovrebbe lavorare di più per produrre non ciò che si vende e consuma, ma ciò che sarà fonte di benessere anche per il futuro.Il nostro sistema economico produttivo é invece fondato solo sulle necessità attuali manifestate dai mercati attraverso i consumi, consumi che vengono incoraggiati  causando spreco, sfruttamento eccessivo e distruzione delle risorse naturali. Questa stessa noncuranza e scarsa visione del futuro, non consente programmi di sviluppo lungimiranti. Non sapendo stabilire cosa é essenziale produrre, cosa sarà necessario in futuro, non ci sarà futuro.
Le imprese non si svilupperanno, anzichè aggregarsi, affidandone la gestione a chi sa essere innovativo, falliranno.

E' POSSIBILE USCIRE DALL'AREA EURO?

Io penso che l'Euro resterebbe e tutti lo userebbero come valuta di rifugio contro la svalutazione continua in cui scivolerebbe una nuova Lira. Perchè una nuova Lira potesse avere un valore stabile, occorrerebbe pertanto che ad uscire dall'euro fossero le nazioni economicamente più forte, cioè principalmente la Germania.


L'ITALIA NON E' UN PAESE CHE AMA IL PROGRESSO

Il problema della disoccupazione é connesso con un culto erroneo del passato, che imponendo di lasciare tutto immutato, non consente di creare nuovi spazi da dedicare ai giovani.
Siamo strapieni di antichità, palazzi e monumenti, che ci parlano di monarchie passate.
L'Italia é una nazione che blocca la Scienza e della Tecnica, impedendo la ricerca scientifica biologica come con gli O.G.M. in agricoltura, o la produzione di auto elettriche perchè deve favorire l'industria automobilistica. Non abbiamo grattacieli nelle nostre città, perchè nessuno palazzo può superare l'altezza delle Chiese; la sporcizia è ovunque lungo le strade, manca la differenziazione dei rifiuti perchè gli italiani sono fermi rispetto alle necessità dei tempi.
Si vuole lasciare immutato quel quadro pittoresco monarchico, che può consentire solo il turismo. Ma non é forse contraddittorio che l'Europa voglia diventare una unica nazione, e nel contempo che si voglia conservare le diversità delle singole nazioni?! Ci viene imposto di conservare tutto ciò che antico, e per esso vengono impiegate quelle risorse economiche spettanti alla modernizzazione. L'Italia del futuro non sarà fatta di città moderne, ma di città-topaie che si sviluppano disordinatamente. Se non si riesce a dare opportunità di lavoro ai giovani oggi, quale pensione potranno ottenere quando saranno vecchi? Diventa logico che già da oggi si deve pensare ad un futuro in cui non ci possono essere pensionati, non potremmo permettercelo, cioé tutti devono lavorare, differenziando le attività lavorative in base all'età, al sesso e al grado di fatica che implicano. L'Italia é una nazione da cui i giovani possono solo fuggire...ma dove se anche negli USA non è più possibile? Vengono lasciati a casa, isolati, distrutti psicologicamente, affinchè divengano rifiuti sociali. Ma se non si utilizzano i giovani nel lavoro, con il loro maggiore vigore fisico, chi altri far lavorare? E' evidente che il sistema politico economico di cui facciamo parte non ci porterà nel futuro. I giovani vengono illusi dalla scuola, che finge di renderli più intelligenti, e consente loro di pretendere di vivere in modo libero dissacrando le regole della civiltà.
Interiormente la gente é mediocre, perchè essendo la mediocrità il requisito facile da diffondere, e quindi renderla una caratteristica della maggioranza del popolo, essa diventa normalità e legge.



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COME ORGANIZZARE IL LAVORO E I LAVORATORI ?

Il lavoro impegna gran parte della nostra giornata, limitando la nostra libertà. Ci costringe a stare assieme a persone da cui non si viene apprezzati ma quel rapporto è finalizzato alla selezione, all'esclusione, al licenziamento.
I lavoratori, se realmente tali, non sono uomini liberi. Il rapporto di lavoro è fondato sullo scontro, in cui qualcuno perde sempre inevitabilmente una parte della propria libertà e dignità.
La vita non può che essere vissuta in un carcere. In passato i giovani spartani vivevano per combattere e le caserme era il luogo di vita. Esisteva la leva obbligatoria.
Anche le scuole dell'obbligo, tengono assieme della gente che dovrebbe impegnarsi nel fare qualcosa.
I luoghi di lavoro limitano la libertà come i carceri. Ma appunto per questo, perche' i carceri non sono invece  luoghi di lavoro? perchè noi che siamo liberi dovremmo produrre per dare da magiare ai carcerati e non il contrario?
Anche i criminali potrebbero lavorare, opportunamente isolati, su isole, nelle miniere, nei rifugi sotterranei, nelle nazioni sahariane, per realizzare infrastrutture, come fece Mussolini allorchè volle colonizzare la Libia e l'Eritrea.
Questo accade perchè si pensa che la vita di un uomo libero debba consistere nel creare e mantenere una donna e una famiglia, anzichè abitare e convivere in organismi comunitari, alternativi alla famiglia.
Perchè chi è in un carcere non dovrebbe lavorare per produrre ciò che si consuma?
Gli immigrati extra-comunitari vivendo nei centri di accoglienza, potrebbero essere organizzati per diventare socialmente utili.
Le caserme militari potrebbero essere riaperte e accogliere disoccupati e indigenti, trasformando quello che obbligo alla leva militare in obbligo ad una prestazione lavorativa.
Trovo significativo che i giovani tossicodipendenti per poter uscire dal tunnel della droga debbano ricorrere alle comunità terapeutiche come metodo di recupero sociale, proprio perché il loro problema di dipendenza dalle droghe è connesso con lo stato di abbandono, di inutilità e sfruttamento sociale in cui sono stati trascinati dal nostro sistema economico consumista. I tossicodipendenti sono cioè giovani ingannati, così come tantissima altra gente, da un sistema economico fondato sul consumismo dissennato che approfitta di loro fino a distruggerli.
Una società invece purificata dall'avido desiderio di arricchirsi con l'import-export, è costituita da comunità autosufficienti e indipendenti.
In poche parole una parte della gente dovrebbe scegliere la vita monastica ma non perchè non interessata ai piaceri della vita, ma perchè consapevole di quanto sia facile ottenere tutto e facilmente in un mondo ben governato, rinunciando al benessere sia perchè potrebbe in qualsiasi momento riprendersi tutto ciò a cui ha rinunciato, sia perchè consapevole che la felicità ha dei costi che sta solo momentaneamente imputando ad altri.
La gente viene illusa che sia possibile vivere liberamente, ma in realtà libertà è una prerogativa solo delle classi benestanti, essa è proporzionale alla quantità di armi di cui si dispone. Dante Alighieri diceva "Libertà va cercando, ch'è sì cara,. come sa chi per lei vita rifiuta".

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IL RUOLO DELLA CRESCITA DEMOGRAFICA E DELLA SELEZIONE NATURALE

Il pianeta Terra ha estensione e risorse limitate e non può consentire una crescita demografica illimitata, ragion per cui la maggiore disponibilità di risorse di alcuni, e quindi anche di libertà, è a discapito di minori opportunità per gli altri.
In passato la crescita demografica incrementava il potere dei monarchi, ma poi le guerre sfoltiva i popoli.
Mentre in passato la crescita demografica veniva ridotta con la guerra, oggigiorno le guerre metterebbero fine alla vita sul pianeta, e si fugge dall'obbligo alla riproduzione e alla conservazione della specie, con più libertà ed emancipazione sessuale.
Il piacere sessuale non può essere uno strumento di piacere. Esso deriva da una divisione dei ruoli finalizzata sia alla riproduzione, ma anche al bisogno di maggiore potere sociale, cioè la necessità di sostenere economicamente una famiglia.
In futuro il sesso diventerà superfluo, perchè se è vero che esiste Dio, allora sarà Lui a creare altri uomini, come con Adamo!
Io penso che in futuro la riproduzione avverrà in un laboratorio, si vivrà in comunità alternative alla famiglia, come già avviene per i monaci o i carcerati.
In alternativa si potrebbe imporre una programmazione delle nascite, imponendo un numero massimo di figli per coppia, oppure imporre la sterilità dopo aver fatto il primo figlio. La crescita demografica va moderata, altrimenti l'estinzione della specie umana sarà causata dal consumo e dalla distruzione delle risorse del pianeta.
Purtroppo la Natura ci impone anche la selezione. Non si può impedire la riproduzione, fare figli, e per poter consentire ad alcuni di farne molti, di più, deve impedire ad altri lo stesso diritto, cioè solo alcuni uomini avranno bisogno di maggiore benessere economico, dovendo provvedere al mantenimento sia di una donna ma soprattutto di numerosi figli, e quindi deve poter disporre di maggiore stabilità economica, potere sociale e libertà.

C'è cioè la necessità di migliorare ed evolvere per cui la Natura stabilisce che deve esserci una  casta di benestanti a danno di altri che rimarranno esclusi, e che verranno depredati di ciò che possiedono.
Nella società odierna, questa distinzione in classi sociali, può essere osservata con la disoccupazione, cioè una fetta di popolo, possiede un reddito sicuro, e possono generare e mantenere una famiglia, mentre per molti altri nulla, come accade per esempio con i dipendenti statali.
La necessità della conservazione della specie e della riproduzione divide la società in padroni e schiavi.
Non viene consentito a tutti la possibilità di vivere agiatamente, altrimenti non ci sarebbe nè selezione nè evoluzione.

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UOMINI E DONNE HANNO PARI DIRITTI ?

Si vuole affermare che le donne sono deboli. E' errata la convinzione che gli uomini debbano dare origine ad una famiglia, cosa che costringe l'uomo a sposarsi e accollarsi il mantenimento delle donne. Tuttavia le donne nascondono di avere molte opportunità per imporsi, per cui sopprimeranno il maschio allorchè verrà meno l'innamoramento, e potranno imporsi attraverso un'azione  non fisica ma psicologica, che l'uomo non può dimostrare, e lo porterà a vivere una condizione di oppressione, che lo renderà socialmente debole, incompreso e isolato. Le donne non vogliono la parità dei diritti ma vogliono solo comandare. Viviamo in un sistema politico che non ha mezzi per imporre doveri e che si limita ad enunciare diritti. Cosa fare allora per liberarsi della donna? il divorzio è previsto solo in alcuni casi.
Le donne dovrebbero vivere separatamente dagli uomini, magari su un continente solo per loro, ma è soprattutto l'uomo, essendo il vero debole, che ha diritto a potersene liberare e quindi dovrebbe esistere un luogo, abitabile solo da uomini. La società umana sta divenendo simile a quella di società animali numerose come quelle di api formiche o termiti, fatta solo di femmine, che non hanno bisogno di maschi.

Oggigiorno la donna sta conquistando non la parità di diritti con l'uomo, ma gli sta togliendo il suo ruolo nella società, poichè sostituendo l'uomo ai vertici della sua organizzazione, lo rende incapace e intellettivamente mediocre.
Ogni uomo è inserito in una scala gerarchica, e questo consente di agire di comune accordo, ma allorchè in tale gerarchia viene inserita una donna, l'ordine diventa disordine.
Il ruolo della donna deve essere diviso e differente da quello dell'uomo. Alla donna devono essere affidate attività lavorative differenti ed in luoghi separati.
L'uomo in passato era privilegiato ma anche perchè provvedeva al mantenimento economico e alla protezione della famiglia.
Le armi di distruzione di massa e l'impossibilità della guerra come strumento di riduzione della sola popolazione maschile, ha cambiato il metodo con cui eliminare i maschi.
Un uomo dominato dalla donna, perde la propria utilità sociale, le proprie opportunità di autonomia, perchè è un modo con cui la società tenta di eliminarlo, attraverso la donna.
Se uomini e donne potessero vivere divisi, per esempio su territori distanti, cioè se potesse esserci un territorio abitabile solo da donne, diventerebbe evidente che le donne sono esseri inutili ed assegnare loro solo ruoli direttivi, serve solo a trasformare gli uomini in servi.
Dovrebbero esistere regioni abitabili solo da uomini.

La scuola pubblica per esempio è diventato un luogo che dovendo garantire le pari opportunità sociali alle donne, favorisce solo le donne.
La possibilità di ottenere dallo Stato un lavoro facile, ha favorito i "diritti" anzichè i doveri, favorendo coloro che comandano, che non lavorano.
Le donne non hanno mai svolto attività lavorative nell'edilizia come costruire edifici, strade, ferrovie. Sono solo gli uomini a occuparsene.
La donna aveva il compito di rimanere in casa, occuparsi della casa, dei figli, isolata, in attesa di un uomo cui legarsi in matrimonio e che la rendesse più libera.
Oggi è l'uomo a vivere tale condizione, rimanendo disoccupato vive una condizione ridicola, in cui viene privato della propria autostima, diventando un debole, un incompreso. Gli uomini non devono sposarsi senza prima aver imparato a vivere senza la donna, in comunità monastiche per soli uomini. L'uomo deve imparare a vivere indipendente dalla famiglia, perche' in essa c'e' sempre una donna che comanderà.

La scuola pubblica non educa più il maschio ma solo la femmina, generando professoresse di italiano, allo scopo di favorire l'emancipazione, la sicurezza e lo strapotere femminile a danno dell'inserimento lavorativo dell'uomo, essendo la scuola del tutto dissociata dagli ambienti di lavoro nei quali pretende solo di potersi imporre.
Basta con quelle materie scolastiche come la letteratura, la religione, la filosofia e le altre prive di sperimentazione pratica, e che pertanto si possono ascoltare anche solo tramite tv o con un lettore mp3, perchè queste materie trasformano la scuola in un covo di fannulloni e trasforma un giovane che vuole studiare in un ritardato mentale, perchè subisce la prepotenza degli altri compagni di scuola. Si risparmia tempo e denaro.
La scuola italiana è una grande buffonata, non premia i meritevoli, non dà nulla, se non inutili voti utili a identificare chi è l'imbecille che studia perchè gli altri possano ascoltare le interrogazioni in aula anzichè studiare a casa.
A scuola si dovrebbero insegnare solo materie scientifiche, le altre materie letterarie e filosofiche, in quanto non richiedono necessariamente strutture scolastiche, dovrebbero essere discusse in tv, tramite riunioni, conferenze o in salotti di discussione, in luoghi all'aperto, nei giardini pubblici,
La necessità di crescere economicamente e politicamente rende necessario favorire l'evoluzione scientifica e tecnologica.

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05. SVILUPPARE L'AGRICOLTURA

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L' agricoltura è il settore principale e fondante dello sviluppo economico, e che da essa segue anche lo sviluppo urbano e quello industriale. Richiede però ri-organizzazione e meccanizzazione.
In passato, quando l'agricoltura era il settore produttivo principale, non ci si poneva il problema della disoccupazione, perché per l'agricoltura non ci sono limiti di produttività.
Al fine di ottenere un futuro maggiore potenziale sviluppo agricolo occorre razionalizzare i sistemi di produzione, di raccolta e distribuzione, semplificare e accellerare i traffici per poter esportare sempre più lontano, trasformare i generi alimentari in prodotti più duraturi nel tempo.
Non si può lasciare un terreno incolto, o inutilizzata una macchina in una fabbrica, così come non si può lasciare disoccupati tanti giovani, nel pieno del loro vigore fisico.
In Puglia, la gestione della terra o è affidata a famiglie che lavorano e abitano in campagna. E' più produttivo che si affidi la coltivazione della terra a imprese agricole più meccanizzate, abitare in campagna solo in affitto a lavoratori stagionali.
La distribuzione della terra agli agricoltori, ha alimentato un caos edilizio che rende impossibile lo sfruttamento esteso e meccanizzato della terra, riducendone la produttività.
Anche per quanto le colture agricole, penso che si debba preferire la coltura di piante maggiormente utili e produttive ed evitare le monocolture, come quella dell'ulivo e della vite, preferendo colture stagionali, che consentano un rinnovo della destinazione agricola dei terreni, oltre ad un maggiore possibile perfezionamento genetico delle piante.

L'aumento della disoccupazione è proporzionale alla trascuratezza che si ha dell'agricoltura.
Chi vive in campagna ne fugge, perché viene trascurato, perché per rendere l'agricoltura sempre più potenzialmente produttiva, occorre una maggiore partecipazione dello Stato. Gli agricoltori venendo abbandonati a sè stessi, delusi da uno scarso e incerto guadagno, abbandonano la loro attività, riversandosi nell'industria, sperando nelle stesse opportunità che già spettano a qualcun altro.
La globalizzazione dell'economia attraverso gli scambi commerciali, non favorisce tutti. Alcuni paesi, non sapendo cosa produrre al fine di competere con gli altri paesi e arricchirsi, si impoveriscono. Questo dovrebbe convincerli a limitarsi ad un sistema produttivo auto-sufficiente, che non ha bisogno di import-export, indifferente alle crisi finanziarie internazionali, e quel sistema non può che essere fondato sull'agricoltura.
L'agricoltura è, e sarà sempre, il settore economico più importante. Se nel secolo scorso ha potuto svilupparsi l'industria è stato possibile grazie alla disponibilità di una fonte di energia come il petrolio, che non durerà ancora per molto. Nel mondo ci sono miliardi di persone in attesa di venire occupate, che si imbarcheranno nella barca del Nord industrializzato fino a farla affondare, e non si può pensare di dare a tutti opportunità di lavoro che richiedono istruzione.
Nel mondo ci sono miliardi di persone a cui dare lavoro e non si può istruire tutti.
L'agricoltura è il settore economico più importante
- perchè può garantire lavoro ovunque e non solo nel nord industrializzato, per cui non causa migrazioni, Per ridurre la disoccupazione occorre sviluppare l'agricoltura e non l'industria, a meno che l'industria sia finalizzata allo sviluppo dell'agricoltura.
Sviluppare l'industria significa solo incrementare l'immigrazione.
- perchè non pretende istruzione tecnica ed esperienza come invece l'industria.
- perchè da essa dipendono le risorse necessarie al sostentamento primario
- perchè consente una maggiore occupazione della donna, che per potersi emancipare dall'uomo è costretta a lavorare solo come impiegata nell'amministrazione o a laurearsi per diventare dottoressa
- perchè curare l'agricoltura significa anche curare la conservazione dell'Ambiente naturale. Non ci dovrebbe essere un solo metro quadrato di suolo abbandonato. Anzichè preoccuparci dello sverdimento dell'Amazzonia, della desertificazione dell'Africa, dovremmo preoccuparci del disastroso modo con cui viene sfruttato il nostro territorio, di come si sviluppano le nostre città.
Nelle piazze, lungo le strade urbane, si dovrebbero piantare alberi e si potrebbero coltivare piante utili, alberi da frutto come castagni, noci, e anche in vaso, al posto di tanti stupidi monumenti e fontane.
Di quali infrastrutture ha bisogno l'agricoltura?
Per cominciare quelle necessarie alla distribuzione dell'acqua.
Così come vengono realizzati lunghi gasdotti in grado di trasferire petrolio e gas per migliaia di chilometri, si potrebbero analoghi condotti per trasferire acqua dai luoghi in cui è in abbondanza, per favorire lo ovunque lo sfruttamento agricolo del territorio.
Anche una migliore pianificazione stradale che consenta trasporti rapidi e semplici, strade che seguono le sole direzioni nord-sud o est-ovest, consentirebbe un più razionale sfruttamento agricolo del territorio ed una migliore pianificazione urbana. Siccome tutto ciò che si costruisce è destinato a permanere in eterno, ritengo importante una programmazione il più lungimirante possibile e quindi dividere i terreni secondo linee ortogonali e parallele al riferimento di Grenwich, direzioni lungo le quali dovrebbero svilupparsi tutte le strade, e sotto ad esse i canali sotterranei per la distribuzione delle acque, dei cavi elettrici, e il sistema fognario. Si avrebbe in tal modo una vastissima rete capillare per la distribuzione delle acque.
Si dovrebbero recuperare i terreni inutilizzati e migliorare lo sfruttamento di quelli declivi, lungo le scarpate dei monti, delle strade, dei fiumi, che vediamo riempirsi di erbacce e immondizia, così come fanno per le risaie a terrazza nelle regioni del sud-est asiatico.
Lo Stato non deve abbandonare a sè stessi gli agricoltori, ma deve stabilire l'indirizzo produttivo di ogni singolo appezzamento, e provvedere alla trasformazione e vendita dei prodotti agricoli. Gli agricoltori devono cioè essere lavoratori dipendenti di un ente statale come avviene per le guardie forestali.
Lo Stato potrebbe acquistare e smerciare tutto quello che un qualsiasi agricoltore produce, al fine di garantirgli un reddito stabile, imponendo la produzione di prodotti preferenziali, e sviluppandone il commercio e l'industria conserviera.
Nel dopoguerra ci si poneva lo scopo di abbattere il latifondismo, dividendo e distribuendo la terra coltivabile, poichè ci si pose la necessità di affidare la terra a chi la coltiva, ma in realtà attualmente possiamo notare che in questo modo si è causato l'abbandono delle attività agricola, poichè la parcellizzazione della proprietà terriera ne ha impedito lo sfruttamento meccanizzato, perchè un piccolo agricoltore non ha i mezzi economici e tecnici per rendere competitiva la propria impresa, e la campagna è diventata solo un luogo da sfruttare abusivamente a scopo edilizio.
La terra non può che ritornare proprietà dello Stato, e ceduta agli agricoltori fino a quando ne hanno una gestione ottimale, per cui se un'impresa non produce nulla, deve essere confiscata.
I terreni agricoli devono pertanto essere nuovamente confiscati e acquistati dallo Stato, per poi venire ricompattati e redistribuiti a chi la terra la coltiva e cioè a quelle imprese agricole che possono crescere facendo uso delle più moderne tecnologie.
Le piante dovrebbero essere migliorate geneticamente.
Io penso sia utile abbandonare le tradizionali colture come quelle secolari dell'ulivo e dell'uva, perchè gli stessi prodotti si possono ottenere ormai più facilmente, come per esempio l'olio che si può ricavare dalle alghe, ed anche perchè occorre cambiare, rinnovarsi, e quindi occorre sostituire alle monocolture piante nuove, coltivabili con metodi nuovi, più facilmente meccanizzabili, nonchè piante avente maggiore importanza nutritiva come i cereali, migliore conservabilità, produttività. E la coltivazione della vite, per la produzione di vino è una delle colture più stupide, perchè richiede troppo lavoro e impegno di altre colture più importanti, sia perchè bere vino a tavola è solo una stupida bevanda acetica che fà ingrassare, una sciocca abitudine e non invece una necessità, ed inoltre il vino è una bevanda sostituibile con altre, più facile da produrre, come la birra. Penso convintamente che sia un errore ridurre l' agricoltura alle sole e inutili colture di olive e uva, perchè se ne impedisce il rinnovamento, la modernizzazione, la sperimentazione di nuove piante, bloccando e demotivando il settore economico più importante, che non solo deve soddisfare i bisogni alimentari di una popolazione mondiale in crescita ma potrebbe azzerare la disoccupazione.
Io penso che in agricoltura lo Stato deve provvedere ad incrementare il suolo coltivabile strappandolo a strade e città, deve rendere maggiormente produttivo quello che lo è già, nonchè affidarlo a chi ne ha una gestione ottimale meccanizzata.
Lo Stato deve imporsi, confiscando la proprietà privata a chi ne ha una pessima gestione, comprandola e rivendendola, affinchè non rimanga improduttiva e affinchè sia possibile realizzare progetti più innovativi e possa avanzare il progresso tecnologico.

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06. CONTRATTI DI LAVORO DIFFERENTI

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VOLONTARIATO

Il lavoro è una costrizione dovuta alla necessità di doversi sostenere economicamente, ma potrebbe non soddisfare le proprie aspirazioni. E' pertanto utile proporre attività di volontariato. Perché non poter svolgere attività lavorative come volontario che poi diano diritto a usufruire di servizi gratuiti oppure dei privilegi in caso di assunzione?!

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ASSOCIARE LAVORO e STUDIO, LAVORO e VACANZA

Dal momento che molti amano viaggiare all'estero, si potrebbero organizzare attività lavorative all'estero, anche allo scopo di poter imparare per esempio l'inglese. Questo già avviene, ma a gestire tali opportunità dovrebbe essere un'organizzazione più centralizzata, affinchè i giovani non perdano tempo e vengano ingannati, ma vengano maggiormente assistiti in quella che potrebbe essere la loro prima esperienza di viaggio.

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INTEGRARE PIU' POSIZIONI DI LAVORO

Ci sono tante soluzioni per evitare lo spreco del tempo. Uno di questi è la possibilità di poter fare più attività contemporaneamente, anche integrandole alternativamente.

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SUB-AFFITTARE e TRASFERIRE IL PROPRIO POSTO DI LAVORO

I giovani potrebbero accompagnare i genitori nelle aziende, di cui poi, potrebbero prendere gradualmente il posto. Ma anche chi vuole fare una seconda attività, potrebbe condividere condividere la propria sistemazione, anche solo inizialmente o parzialmente, con qualcun altro, contribuendo a migliorare in tal modo la selezione del personale.

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ORARI DI LAVORO DIFFERENZIATI

Perchè un'azienda possa essere più produttiva, si può turnificare gli orari di lavoro, in modo da poter lavorare anche di notte, poichè in tal modo si produrrebbe più in fretta. In tal modo si potrebbe anche applicare più volte l'ora legale, inducendo la gente ad alzarsi all'alba, cosa che consentirebbe un minore spreco di energia elettrica per l'illuminazione serale.

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POSTI DI LAVORO DIFFERENZIATI PER ETA' E SESSO

E' inammissibile che un giovane rimanga disoccupato o venga utilizzato nel settore terziario mentre un anziano debba lavorare in un cantiere edile o minerario. Ogni posizione di lavoro deve essere destinata ad un determinato tipo di lavoratore scelto per età e sesso, in relazione alla fatica richiesta e al vigore fisico del lavoratore.

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07. L'ORGANIZZAZIONE MILITARE

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Non esiste Pace che non venga imposta con la Guerra.
Un ordinamento politico non può prescindere da una organizzazione militare.
La Giustizia stessa non potrebbe esistere senza un ordinamento militare come quello della Polizia.
Non esiste la pace, perchè le prepotenze e sopraffazione vengono solo nascoste. Non rimane che smascherarle.


C'E' UN ORDINE MONDIALE NASCOSTO

L'Unione Europea è una gerarchia delle nazioni, che impedisce a ciascuna di esse di diventare più potente le altre.
La supremazia militare è all'origine della supremazia anche economica, intellettuale.
Nel mondo la nazione più forte è gli USA e sono solo i cittadini americani a godere di tutte le libertà promesse da loro sistema, nelle nazioni come l'Italia si può vivere solo in modo fallimentare.
La supremazia militare degli USA non dipende solo dalle armi atomiche, per cui lo scontro con la URSS era destinato a terminare, perchè esistono già altri metodi e altre armi ugualmente devastanti.
Una di queste è l'ipnosi.
L'assassinio di John Kennedy a Dallas nel 1963, mostra che il governo delle nazioni è una gerarchia militarizzata nascosta nell'ombra. La CIA ha per esempio un'attività indipendente da quella del Governo e molti leader politici nel mondo sono stati avvelenati perchè comunisti, fra cui Breznev, Cernienko, Andropov o italiano come Aldo Moro o Papa Giovanni Paolo I, oppure come Gorbaciov che veniva ipnotizzato.
Quanta gente deve emigrare sperando di poter vivere in un mondo migliore?
Benvenga la guerra se necessaria a ritrovare il senso perduto della Giustizia.
La gerarchia sociale in cui siamo ingabbiati è stata costruita con l'uso delle armi, e chi governa lo fà grazie alla possibilità di imporsi con le armi, prendendosi sempre e comunque la ragione.
Anche la nostra società produce emarginazione, cioè non tutti possono imporsi su qualcun altro. Qualcun deve subire. Ritengo giusto ed inevitabile che qualcuno si ribelli e quindi il terrorismo che mira a demolire un sistema che genera emarginazione quando non funziona più.

LA GUERRA SOLA IGIENE DEL MONDO.

[Filippo Tommaso Marinetti ][....La Guerra è un'imposizione fulminea di coraggio, di energia e d'intelligenza a tutti. Scuola obbligatoria d'ambizione e d'eroismo; pienezza di vita e massima libertà nella dedizione alla patria. La Guerra ringiovanirà l'Italia, l'arricchirà d'uomini d'azione, la costringerà a vivere non più del passato, delle rovine e del dolce clima, ma delle proprie forze nazionali... ]
Non é mai cominciata la terza guerra mondiale solo perchè e' stata rimandata, perchè se combattuta, non rimarrebbe vivo nessuno. Ma non sarà per sempre. Prima o poi si farà anche uso di armi atomiche.
In alcune regioni nel mondo di oggi, le conflittualità militari non sono mai terminate.
La guerra è crudeltà ma morire in guerra è forse più crudele del morire di stenti o vittima di torture come nel Medioevo?
Quando le guerre erano combattute con le spade in battaglia c'era meno crudeltà di quanta ce ne sarebbe con un'esplosione atomica?
La Guerra Fredda non ha portato all'uso di armi atomiche, ma ad un uso meno eclatante di altri strumenti, fra cui i veleni, tramite strategie nascoste.
Il potere politico non dipende dal valore delle idee ma dalla possibilità di poterle imporre.
Le armi non si possono abolire: chi se ne disfa sbaglia, perchè sarà qualcun altro a usarle per imporsi. Nè ha senso partecipare a organizzazioni militari internazionali, perchè la difesa per essere massimamente produttiva deve essere frutto di una sola unitaria organizzazione politica cioè quindi di una sola nazione.
Il potere appartiene alle nazioni in cui la genialità dei propri scienziati crea nuove armi perchè essa nasce da una struttura politica intelligente.
In una nazione militarizzata, anche gli ambienti di lavoro sono gerarchizzati come quello militare, ma tale gerarchia deve essere impostata correttamente, premiando i meritevoli e non chi nasce dai ricchi.
Il fenomeno del "nonnismo" nelle caserme è simile al "mobbing" negli ambienti di lavoro.
Uno Stato militarizzato, è fatto di caserme ma anche di carceri.
La Giustizia deriva dall'ordine militare.
E' assurdo che oggigiorno si riducano le pene detentive a causa del sovraffollamento dei carceri, lasciando libera la gente che delinque, perchè nessuno o forse solo qualcuno più debole rimarrà onesto.
Le pene devono al contrario aumentare, costruendo un maggior numero dei carceri, facendole costruire ai carcerati, perchè sono loro a dover lavorare per gli altri e non al contrario noi per far star bene loro.
Avere più carceri e reintrodurre l'uso di torture e pena di morte, significa progredire, avere più giustizia.
Attualmente denunciare qualcuno e portarlo in un Tribunale significa dover spendere molti soldi inutilmente, perchè passeranno gli anni, non saranno sufficienti le prove, i reati verranno prescritti.
Un malcapitato vittima di un'ingiustizia non può disporre delle sufficienti prove richieste perchè si mobiliti un Tribunale, perchè non viene aiutato dalla Polizia, avendo troppo da fare con i tanti delinquenti lasciati tutti liberi, si muove solo dopo che un qualche Giudice gliene fa richiesta e solo quando il crimine è ormai compiuto o il ladro è ormai scappato.
Se mai un delinquente verrà arrestato, essendo i posti nei carceri troppo pochi, verrà liberato in anticipo, mentre nel contempo i reati si moltiplicano. La società non viene ripulita dai delinquenti per cui comportarsi bene significa attirarne l'attenzione e diventare un pasticcino appetitoso di cui cibarsi.
Il carcere di oggigiorno è una buffonata, non un luogo di pena, ma si resta tutto il giorno a non far nulla, a riposare, un vero lusso.
La Giustizia non è punitiva ma lasciva, perdonista, una rete dalle maglie molto larghe. Si è perso il senso logico della Giustizia perchè a chi occupa le cariche amministrative non è richiesto essere intelligente, per cui tutti i reati rimangono impuniti, e vige l'errata convinzione che la Giustizia non possa essere retroattiva, per cui basta un pò di ipnotismo, o riuscire a ingannare momentaneamente un Giudice per restare libero. La Giustizia deve essere anche retroattiva, ri-catturando chi non ha pagato abbastanza per i reati commessi.

Nella nostra società si consente l'esistenza di persone predatrici, così come nel mondo degli animali si consente l'esistenza di animali serial killer come i serpenti, i coccodrilli, i leoni, le tigri, gli squali, i lupi, le meduse, gli orsi, che impedisce alle altre specie animali di crescere numericamente, anche allo scopo di consentire all'uomo una maggiore disponibilità di risorse alimentari, allo stesso modo c'è una mentalità conservatrice che tutela categorie di lavoratori che si arricchiscono depredando le risorse pubbliche, nonchè decidono le spese statali cioè sprecano le risorse altrui, per realizzare opere immutabili.


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08. ISTRUZIONE SCOLASTICA

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L'INUTILITA' DELLA SCUOLA E LA FALLACIA DEI METODI DI INSEGNAMENTO

La scuola pubblica non diffonde cultura. Per questo scopo è più efficace la TV. Essa dovrebbe affidare un ruolo sociale ai giovani ma in realtà li lascia disoccupati. Si dovrebbe pertanto riflettere se rappresenti solo uno spreco per le risorse economiche statali oppure se deve cambiare e come diventare. La scuola pubblica dovrebbe essere chiusa come istituzione. Essa esiste ancora solo perchè garantisce agli insegnanti il loro reddito.
Mentre gli studenti continuano a protestare con i loro scioperi, rompono porte e banchi e quelle strutture per le quali sono impegnate risorse economiche importanti, impegnando i giorni di scuola nelle manifestazioni e assemblee perchè vogliono una scuola migliore, chiedono che venga speso più denaro, affinchè gli insegnanti possano essere pagati di più, dovendo sostenere una funzione sociale sempre più necessaria e importante.
Quello degli insegnanti è un dolce far-nulla con la complice svogliatezza degli studenti. Vengono pagati più di un operaio, lavorando molto meno ore, senza sudare e sostenere alcuna fatica fisica.
La scuola è inutile perchè l'assenza di prospettive occupazionali la trasforma in tempo perso, un imbroglio, uno spreco per la spesa statale. Se fosse utile, lo studente dovrebbe essere garantito fin dall'inizio di un successivo utilizzo professionale, e sostenuto economicamente durante tutto il corso di studi, altrimenti servirà solo a chi è già benestante. La scuola è uno strumento con cui chi è benestante possa preservare e trasmettere la propria posizione sociale.
La società umana è per natura gerarchica, monarchica, ma la scuola non serve a nulla se viene strutturata affinchè preservi il sistema gerarchico instauratosi anzichè capovolgerlo o stravolgerlo, in modo da dare più opportunità a tutti gli altri, anche ai plebei.
Non servono pertanto a nulla le borse di studio, perchè non garantiscono le stesse opportunità economiche a tutti, perchè l'istruzione se educa, deve anche garantire la possibilità di vivere separatamente dai familiari, appunto perchè non sempre la famiglia garantisce le garanzie economiche necessarie.
I Bandi di Concorso vanno aboliti. Sono uno strumento troppo facile per i corrotti.
Il titolo di studio dovrebbe essere già sufficiente a ottenere un impiego. Non è ammissibile che lo Stato faccia studiare i giovani per poi abbandonarli con un titolo che non consenta già di ottenere direttamente una opportunità di lavoro, costringendoli a studiare ulteriormente durante i concorsi, trascurando che questo implica anche dei costi economici, una perdita di tempo e di energie. Distribuire a tutti le opportunità di lavoro messe a concorso consentono a tutti di potersi dedicare a qualcosa che piace fare, poter svolgere un'attività che soddisfi le aspirazioni personali.

Basta con quelle materie scolastiche come la letteratura, la religione, la filosofia e le altre prive di sperimentazione pratica, e che pertanto si possono ascoltare anche solo tramite tv o con un lettore mp3, perchè queste materie trasformano la scuola in un covo di fannulloni e trasforma un giovane che vuole studiare in un ritardato mentale, perchè subisce la prepotenza degli altri compagni di scuola. Si risparmia tempo e denaro.
La scuola italiana è una grande buffonata, non premia i meritevoli, non dà nulla, se non inutili voti utili a identificare chi è l'imbecille che studia perchè gli altri possano ascoltare le interrogazioni in aula anzichè studiare a casa. 



COSA CAMBIARE?

1. Abolire le interrogazioni in aula.

Interrogare e giudicare gli studenti, isolati nella loro solita aula, con i loro soliti compagni, significa renderli vittime di una pre-determinata gerarchia sociale, perchè da quei giudizi e discorsi dell'insegnante dipenderà la sicurezza sociale il successo negli studi di uno studente.
Gli insegnanti non dovrebbero nemmeno esprimere giudizi o imporre interrogazioni, ma solo impartire punizioni, perchè la sintesi dell'educazione è stabilire chi deve essere favorito socialmente.
La scuola ha lo scopo di stimolare l'intelligenza ma di chi? non ci deve essere alcun ricambio? la gerarchia sociale deve rimanere immutata?
La scuola struttura la psiche attraverso la condotta, la disciplina, ma sforna invece studenti ribelli, violenti, vandali. Non è cioè possibile alcun progresso sociale se deve sottostare ai privilegi delle famiglie da cui provengono, e la scuola potrebbe essere un punto di partenza per favorire anche gli altri.
La scuola deve essere severa, come una caserma militare, in cui ha importanza la punizione quanto la premiazione.
Se deve formare menti più intelligenti, ammesso che i professori siano capaci di questo, l'educazione deve venire imposta anche con l'uso della forza. L'ordinamento gerarchico sociale di una nazione dipende da questo. Ma l'incarico dell'educazione deve essere affidata agli scienziati.
Se si vuole che la scuola sforni scienziati, il modello educativo deve essere elaborato da uno scienziato e non da un letterato o un giurista.
Attualmente c'è uno strano modo di organizzare e conservare l'ordine sociale gerarchico, attraverso una disciplina priva di giustizia, e non è pertanto possibile favorire chi viene da classi meno agiate.
La scuola ha la funzione di ristrutturare la gerarchia su cui è fondato lo sviluppo di una nazione.
Occorre dividere gli uomini dalle donne perchè i metodi utilizzati nella scuola pubblica sono diventati troppo morbidi cioè è stata trasformata in uno strumento utile solo a favorire l'emancipazione femminile, per poter togliere il ruolo direttivo agli uomini e affidarlo alle donne, lasciando che gli uomini diventino socialmente inutili e rimangano di intelligenza mediocre.
Il modo in cui avvengono le interrogazioni, cioè il contesto ed il pubblico da cui si viene analizzati e giudicati, l'essere posto al centro dell'attenzione di una classe che ti vede e ti giudica in modo che tu possa diventare così come occorre per poter occupare il tuo posto futuro nella società.

Elogiare qualcuno può avere la stessa efficacia di un insulto perché una persona esaltata viene costretta a sentirsi migliore, superiore agli altri, viene cioè indirettamente isolata e costretta all'introversione, al narcisismo, ad accorgersi solo di sé stessa, mentre invece una persona che si accorge anche delle qualità altrui, diventa più estroversa e comunicativa, non viene bloccata intellettivamente. Ecco perché, a proposito di quanto avevo scritto tempo fa sulla scuola pubblica, sono convinto che non ci devono essere interrogazioni e giudizi nella stessa aula con gli stessi professori, ma solo lezioni. Gli studenti devo venire gerarchizzati non tramite il voto ma stando in aule assieme a compagni simili tra loro, con gli stessi voti, con la stessa intelligenza e lo stesso impegno scolastico

Le interrogazioni sono una trappola. Servono da ripetizione per chi non studia a casa, dedicando il proprio tempo a divertirsi e potendo avere una mente libera e riposata, con cui potrà avere più successo nello studio.
Chi invece dedica il proprio tempo libero restando in casa a studiare e prepararsi per poter sostenere le interrogazioni, riduce la propria socialità. La scuola non gestisce il tempo libero per cui deve impedire venga impegnato nello studio.
"Chi è primo a scuola diventa ultimo nella vita"
Le interrogazioni in aula impongono che in ogni aula ci sia un deficiente-secchione che faccia da capro espiatorio affinché interrogato tutti gli altri ascoltando, possano ripetere la lezione che non hanno ripetuto a casa, e quindi la scuola non premia chi studia, ma chi non studia. Chi studia invece dovrebbe essere trasferito in altre classi per chi è altrettanto studioso. Un insegnate quando interroga uno studente influisce sul suo modo di essere, per cui le interrogazioni devono avvenire in sede diversa, con professori differenti, magari anche scelti dallo stesso studente.
A scuola si forma la propria autostima, l'opinione che si ha di se, il modo in cui ci si relazionerà con la gente. Le interrogazioni in aula sono lo strumento con cui poterti sopraffare, schiavizzare, di cui potresti essere vittima, fino a indurti a decidere di abbandonare la scuola. Esse non vanno abolite ma và cambiato il modo in cui avvengono. Devono avvenire fuori dall'aula. Non devono sottrarre tempo alle lezioni.
Si deve anche considerare che essere sottoposto ad un esame ti mette in uno stato d'ansia anzichè avvenire in un clima emotivamente sereno quale dovrebbe essere, proprio perchè si viene giudicati da chi non ci si conosce, e quindi è un metodo erroneo di analisi oltre al fatto che diventa possibile corrompere chi giudica. Il compito scritto è già meglio (se non si copia). In tal caso l'analisi da parte del professore avviene (o spero avvenga) in privato. Tuttavia non dovrebbe comunque avvenire durante l'ora delle lezioni a cui sottrae tempo. Il fatto che molti abbiano l'esigenza di copiare però dimostra che anche questo metodo di verifica è sbagliato. Questo accade perchè lo studente è solo con sè stesso, mentre invece lo studio ha bisogno di essere assistito, cioè avvenire in gruppo.
Gli insegnanti non devono interrogare gli studenti, non devono esprimere giudizi nè causare un confronto fra i vari studenti, compito che deve essere affidato ad una commissione esterna ed in privato, che vigila l'attività svolta dagli studenti nelle aule e li sottopone ad esame, tramite una videocamera. Tutto ciò che si fà in aula deve essere cioè videoregistrato. La condotta degli studenti va sottoposta a ispezione e controllo continuo tramite videocamera, da un gruppo di persone incaricate di esprimere quei giudizi così importanti per la classificazione e la promozione sociale, stabilendo il tipo e il livello di intelligenza degli studenti, separandoli in diverse aule, in relazione al loro comportamento, al loro profitto, ai loro interessi culturali.
Il modo di essere e le incapacità di alcuni non possono rallentare tutti gli altri. Senza questo controllo accade che gli insegnanti non vogliono insegnare nulla e che gli studenti non vogliono impegnarsi nello studio.

2. Solo materie scientifiche.

In Italia, pur di impedire la creazione di armi più strategiche, la ricerca scientifica è stata bloccata o subordinata a quella americana, cosicchè anche l'apprendimento della lingua inglese, necessaria per poter comunicare idee e scoperte è fortemente bloccata. L'istruzione pubblica è diventata inutile: è impedito poter capire di più.
Dalla scuola dovrebbe cominciare la carriera lavorativa di un uomo, cioè dovrebbe o meno portare ad un posto di lavoro, per cui il titolo di studi scolastico dovrebbe  coincidere con l'assunzione lavorativa, oppure lo studio scolastico, in particolare quello scientifico, dovrebbe essere premiato, anche solo con il più semplice incentivo economico, e cioè un pasto in una mensa scolastica, perchè chi si occupa di scienza e contribuisce al suo sviluppo, ha una funzione sociale importantissima per il progresso tecnologico e lo sviluppo economico di una nazione. Se lo studio scientifico non viene premiato, nessuno si potrà impegnare nel produrre conoscenza scientifica, perchè tutto verrà subordinato a interessi di parte.
Gli studenti non sanno cosa studiare, quale indirizzo di studi scegliere, perchè la Scuola è fatta per generare disoccupati. La Scienza è l'unico settore della Cultura da cui dipende lo sviluppo tecnologico e quindi anche economico di una nazione. La Scienza ed in particolare la conoscenza della Logica matematica è l'unico vero esame tramite cui valutare l'intelligenza di uno studente.
La scuola pubblica deve privilegiare gli studi scientifici, cioè quei settori che forniscono il maggiore contributo allo sviluppo e al progresso sociale. Chi si impegna in tali materie, deve essere ricompensato in ogni fase degli studi, nonché al termine degli studi, con una collocazione lavorativa che deve essere garantita. Lo Stato deve investire nella Scienza e solo in essa, pagando e premiando gli studenti che meritano e studiano di più senza sprecare denaro per altri indirizzi scolastici. Chi studia le materie scientifiche devono essere incoraggiato e ricompensato, Gli altri no.
L'istituzione scolastica attuale favorisce invece solo chi studia le materie letterarie, giurisprudenza, l'economia  generando una classe amministrativa acritica e di intelligenza mediocre, priva di inventiva.

A scuola si dovrebbero insegnare solo materie scientifiche, le altre materie letterarie e filosofiche, in quanto non rischiedono necessariamente strutture scolastiche, dovrebbero essere discusse in tv, tramite riunioni, conferenze o in salotti di discussione, in luoghi all'aperto, nei giardini pubblici.

L'esigenza di ascoltare e discutere deve convergere quella gente che perde il tempo nei bar a bere il caffè, sostanza che tra l'altro crea problema cardio-vascolari. La gente che lavora nel settore terziario, come bar e ristoranti, sarebbe più produttiva se lavorasse nel settore dell'agricoltura.

3. Migliore uso della TV e della radio

La TV potrebbe essere uno strumento di divulgazione culturale, ma è anche causa di vari danni psicologici.
Innanzitutto è causa di dislessia nella lettura. Essa ci abitua non a leggere ma ad ascoltare, cioè ci abitua ad un metodo di ascolto e di apprendimento che è solamente audio-visivo, ci dis-abitua a leggere, come potrebbe avvenire invece con i sottotitoli.
Cosicchè si diventa incapaci di ascoltare un discorso che non sia coadiuvato da immagini, o ci renderà difficile leggere un libro a meno che si tratti di una breve testata di giornale.
Ma il danno peggiore è determinato dal fatto che la TV ci distrae con molte diverse modalità. Una di queste sono le interruzioni pubblicitarie, fissate con criteri automatici, che impongono una interruzione ogni numero di minuti, dopo un determinato intervallo di tempo, per cui anche la nostra mente attiva automaticamente un meccanismo di distrazione non appena un discorso dura troppo.
Un altro modo con cui la TV causa dislessia nell'ascolto è il suo non essere monotematica cioè allorchè accendiamo il televisore ci predisponiamo ad ascoltare una determinata trasmissione ma che terminerà dopo breve tempo per poi passare ad un argomento completamento differente, che non era stato scelto da noi, causando nel nostro inconscio una reazione a ciò che ascoltiamo.
Cosa cambiare?
Se ci fossero sottotitoli sia in italiano che in inglese, si potrebbe anche diffondere l'apprendimento della lingua inglese, che nella scuola pubblica si trascura.
La pubblicità potrebbe venire convogliata in modo alternativo, in sottofondo, o in un angolo dello schermo televisivo come banner, ma senza interrompere l'ascolto.
Penso ci debbano essere più programmi culturali alla radio, dove le interruzioni sono stabilite con criteri diversi, non con intervalli automatizzati, ma decisi di momento in momento dalla regia, senza interrompere il filo di un discorso o un brano musicale.
La scuola potrebbe comunque collaborare con la TV e con la radio.
Se una lezione scolastica deve consistere solo nell'ascolto e non anche nella sperimentazione tecnica, allora si può sfruttare la tv, come per le materie letterarie, filosofiche, cioè la tv è una migliore alternativa alla scuola che in tal modo, con un minor numero di insegnanti, potrebbe costare meno.
La scuola potrebbe essere televisiva con trasmissioni ripetitive, on-demand, a pagamento, come con il consorzio universitario Nettuno, personalizzabili, tematiche, che trasmettono o solo film, o solo programmi scientifici, o solo  politica, eccetera. Attualmente i programmi scientifici sono prevalentemente programmi sugli animali, mentre invece trasmissioni sulle piante, molto più utili perchè tutti dovremmo sapere coltivare qualcosa, non riscuotono successo, cioè hanno scarsa "audience".
In realtà il motivo per cui la Scienza non riscuote successo è dovuto al fatto che la politica e la TV ci impone i propri interessi culturali: ciò che ci piace vedere in TV non siamo noi a volerlo.
Occorrono le guide tv, perchè occorre sapere in anticipo cosa si sta per vedere, e magari poter capire anche i contenuti con un riassunto, come si potrebbe fare con la funzione televideo, che attualmente è invece finalizzata a fornire informazioni futili, anche se in realtà ormai si possono avere più informazioni grazie alle applicazioni android su cellulare.
Le guide tv consentirebbero di non venire intrattenuti in modo imprevedibile, perdendo tempo.
Si potrebbero realizzare televisori che si auto-avviano al giungere dell'ora in cui comincia una determinata trasmissione a nostra scelta e che si auto-spengono quando finisce.
Anche le radio dovrebbe diffondere più cultura anzichè musica. Attualmente il migliore esempio è quello di radio 24 e radio radicale.

4. I titoli scolastici danno diritto ad un posto di lavoro

Devono essere conseguibili a qualsiasi età, anche tramite studio autodidattico e con esami privati, e consentire l'accesso ad una posizione di lavoro equivalente a quella ottenuta da altri con lo stesso titolo e la stessa modalità. Chiunque deve potersi istruire e quindi dovrebbero esserci scuole aperte anche in orari serali. In tal modo diventerebbero accessibile a tutte l'età, anche a chi lavora o è rimasto disoccupato perchè è necessario imparare sempre qualcosa in più, per rimanere aggiornati e affrontare una condizione di disoccupazione. La scuola serale consentirebbe anche un percorso più rapido per quegli studenti che vogliono raggiungere più velocemente un tutolo o che vogliono ripetere più volte un argomento di studio, perchè sono rimasti indietro rispetto ai loro coetanei.


Sul Bullismo a scuola

E' un fenomeno nuovo ma gli atti di prepotenza. La società si divide in prede e predatori. I primi fanno di più ma vengono sbranati dai secondi, invidiosi che vogliono tutto e più facilmente. Oggigiorno è venuto alla ribalta questo fenomeno in modo evidente fra i ragazzi a scuola, non perchè và scoraggiato e abolito, ma perché la scuola, a differenza di quanto accadeva in passato, è cambiata, non fornisce alcuna educazione. La scuola non insegna nulla, perchè un titolo scolastico è anche un titolo gerarchico, ed essendo diventata accessibile a tutti, non può più elargire gratuitamente a tutti i titoli di studio, ma semmai li svuota di contenuto, rendendo i ragazzi dei ribelli che non vogliono studiare. Ciò che la scuola trasmette è invece il senso civico, trasformando alcuni ragazzi, i più isolati e indifesi, nella preda da sbranare, ma chi essendo stato illuso di essere migliore degli altri, e vuole liberarsi di questa truffa, deve insegnare agli altri la cafonaggine ! I ragazzi che studiano, che vivono seguendo uno stile di vita ancora "all'antica", che sono stati convinti e illusi che la società sia stata realmente generosa con loro nel fornirgli una istruzione, quanto lo è stata nel passato, diventa il diverso, la preda, l' incompreso, il secchione. Questi ragazzi, cioè quelli che studiano per poi farsi interrogare per poter prendere un bel voto, sono quelli che in realtà studiano per poter insegnare e ripetere la lezione a chi invece a casa non studia e non si impegna. Non si può non diventare diverso, cioè non subire prepotenze, così come le prepotenze per essere tali devono rimanere invisibili agli occhi degli altri. Contrariamente ad un primo senso comune, chi subisce una prepotenza non deve difendersene, sperando di ricevere aiuto, di smascherare il reato, perchè così facendo mette solo fine alla commedia e non all'ingiustizia. Coloro che hanno un comportamento maleducato, verranno esclusi dalla società quando la scuola sarà finita, quando sarà rivelata la verità, quando a coloro che prendevano i voti più alti, che erano stati trattati come i più bravi, che non erano affatto considerati i migliori, ma che erano odiati.


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09. URBANISTICA e AGRICOLTURA

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LA NECESSITA' DI AVERE UNA CASA

Un governo che abbia voglia di azzerare la disoccupazione e la miseria deve preoccuparsi affinchè tutti possano avere una casa, perchè non è possibile lavorare senza poter disporre una casa in cui riposare e convivere con le persone che ci accompagnano nella vita e da cui dipende il nostro equilibrio mentale.
Poter disporre di una casa rende più facile l'inserimento lavorativo.

NON SI VUOLE COSTRUIRE

Perchè continuare a vivere in città antiche anziché moderne e spendere il denaro pubblico pur di poterle conservare per sempre?
perchè non potendo essere concorrenziali con il settore industriale si vuole investire nel turismo, cioè ci viene imposto di vivere senza pensare al futuro.
L'Italia non avrà mai grandi città ma solo un insieme innumerevole di borghi di campagna che estese a dismisura.

L'edilizia, le costruzioni sono un settore capace di rimettere in movimento la produzione economica.
Ci si giustifica affermando che si è già costruito troppo. Appunto per questo non c'è modernizzazione.
Non si può costruire solo perchè non si può distruggere.
A differenza di quanto accadeva nel passato, quando grazie alle guerre si poteva distruggere qualcosa e quindi riedificando c'era un rinnovamento, oggigiorno invece tutto ciò che è antico diventa sacro, ed è destinato a venire conservato eternamente. Il denaro che doveva essere utilizzato per costruire qualcosa di nuovo verrà sprecato per recuperare e riparare eternamente ciò che è vecchio.
Il turismo mira a bloccare lo sviluppo e la modernizzazione di una nazione, imponendo la conservazione di ciò che è vecchio. Il culto dell'antico è causato da un sistema politico conservativo in cui chi occupa posizioni di potere non vuole rimettersi in discussione.
L'unica industria è quella delle botteghe artigianali. Il turismo spreca la forza lavoro dei giovani nei bar e nei ristoranti anziché nell'industria. Solo una porzione di popolazione già benestante vive agiatamente, mentre gli altri, fra cui i giovani, sono costretti ad andarsene.
L'Italia è fatta di numerosi piccoli Comuni, sparsi disordinatamente,  cioè di un'urbanizzazione confusa, una poderosa burocrazia amministrativa, che fa crescere i costi della politica e le opportunità di corruzione, che è proporzionale al numero dei politici. Ci dovrebbero essere molti meno Comuni, per cui varie migliaia di centri abitati non solo non devono avere una propria amministrazione, ma devono finanche venire smantellati, al fine di avere solo grandi città, e quindi maggiore progresso tecnologico.
La rigenerazione delle città deve essere gestita dallo Stato, tramite un'ente nazionale per l'edilizia. Lo Stato deve decidere cosa espropriare, cosa demolire, acquistare e rivendere, generare centri abitati più moderni.
Lasciare ai Comuni l'arbitrio di decidere cosa e dove costruire significa generare caos e arricchire la Mafia. Si consente lo sviluppo urbano anche dei più piccoli Comuni, anche i più antichi, anzichè bloccarne lo sviluppo e consentire la crescita solo delle città più grandi al fine di renderle più moderne. Avere poche città grandi anzichè molte città piccole significa anche servizi sociali come scuole e ospedali, più grandi ed avanzati. Ai singoli cittadini deve essere consentito realizzare solo quanto è stato già deciso e progettato dallo Stato, cioè l'edilizia deve seguire un progetto nazionale già completo.
L'arte è un insieme di cianfrusaglie, un emblema della vanità e dell'empietà, mentre le città-museo sono luoghi invivibili, che fermano lo sviluppo economico di una nazione. Chi si occupa di arte è un empio che si auto-esalta di vanità, diventate una fonte di guadagno. L'architettura non può essere considerata arte perchè genera eccessiva e caotica urbanizzazione. I centri storici vanno demoliti per poter restituire spazio agli alberi, ai boschi.
Il turismo riempe le città di negozi, alberghi, bar, ristoranti perchè si vuole indurre la gente a consumare di più ma questo non significa diventare più ricchi, come sosteneva Keynes. Il nostro modello di sviluppo economico è fondato sul CONSUMISMO cioè genera CONSUMO eccessivo anche del territorio. Si ritiene erroneamente che consumando di più si potrà produrre di più ma in realtà in tal modo si impedisce che le regioni poveri possano svilupparsi.
Chi abita in campagna coltiva la terra? no? e allora è abusivismo!
Lo Stato dovrebbe detenere la proprietà dei terreni agricoli e concederla solo a chi la coltiva. Lo sfruttamento agricolo dei terreni deve essere affidato solo alle grandi imprese e non ai piccoli agricoltori, i quali non potendo produrre a costi competitivi, non possono che trasformare il loro terreno in un affare per la speculazione edilizia.
Si consente di edificare in campagna, sprecando suolo agricolo, quando invece si potrebbe abitare in tunnel sotterranei, o in case mobili realizzabili con stampanti 3D, o case sospese su pilastri, o galleggianti sul mare.
La gente fugge dalla città e preferisce abitare in campagna perchè le nostre città sono invivibili in quanto mancano di criteri moderni. Si costruisce già abbastanza per tutti ma se esistono località come quelle frequentatissime d'estate, in cui sono stati spesi tanti soldi per realizzare infrastrutture turistiche, perchè non possono diventare città residenziali anzichè popolarsi solo pochi mesi estivi?!
Perchè per poter vivere in un ambiente più vivibile si deve possedere una casa per l'inverno e un'altra per l'estate?
La gente che ama contemplare monumenti antichi perchè si dimentica della Natura, degli alberi, degli animali, dei boschi, della pulizia delle spiagge, del mare? questa sensibilità sembra molto scarsa. I mari, le campagne, le strade sono stra-piene di immondizie di ogni genere, perchè la gente non viene educata a raccogliere ciò che butta troppo liberamente ovunque.
Si ha uno sfruttamento eccessivo del territorio anche a causa di uno sviluppo stradale che non viene reso lineare e semplificato. Lo sviluppo stradale dovrebbe seguire le sole direzioni orizzontale e verticale, con riferimento ai meridiani e ai paralleli di Greenwich, al fine di avere un'espansione urbana razionale e un minore spreco nei trasporti.

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PER LO SVILUPPO DEI PAESI AFRICANI

In Africa ci sono grandi fiumi, fra cui il Nilo, nonchè grandi parchi naturali protetti come in Kenia, con tanti animali lasciati liberi per poi essere sbranati da leoni e coccodrilli, quando nel contempo tantissima gente che non ha niente da mangiare.
Le acque dei fiumi potrebbero essere convogliate in un sistema di tubazioni sotterranee, con una rete stradale e ferroviaria che si sviluppa su percorsi perfettamente verticali e orizzontali secondo i meridiani di Greenwich.
Le sabbie dei deserti potrebbero essere convogliate nei bacini marini fra cui il Mar Rosso, il Golfo Persico, il Mar Nero. Le tempeste di sabbia bloccate con la realizzazione di muri di contenimento. Con l'ingegneria genetica si potrebbero realizzare alberi e piante resistenti al caldo e alla siccità.


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LO SVILUPPO DELL'ENTE FERROVIE

Continuare a proporre di privatizzare l'ente ferrovie è idiozia.
L'ente ferrovie dello Stato è stato ampiamente smembrato, ma ciò che viene privatizzato è solo ciò che produce profitto.
L'ente ferrovie sarà sempre improduttivo, perchè costituito da percorsi contorti, ingorghi, grovigli sempre più complesso, e che vengono ulteriormente ampliati.
Lo sviluppo delle ferrovie, come delle strade, segue la logica dello sviluppo urbano, cioè le leggi di un sistema economico corrotto fondato sulle opportunità di profitto personale.
L’attuale organizzazione urbanistica stradale dovrebbe seguire un ordine più semplice, lineare ed in tal modo diverrebbero più veloci e se ne farebbe maggiore uso.
Le stazioni ferroviarie potrebbero diventare mega-edifici cioè anche abitazioni, scuole, uffici, alberghi, ristoranti, centri commerciali, sviluppandosi in altezza, molto di più.
Un'azienda che vuole spedire le proprie merci con la massima velocità possibile non si affiderà mai ad un sistema di trasporti lento e caotico come quello pubblico, ma si affida ai privati, e l'ente statele delle ferrovie perde molte opportunità di profitto.
Di conseguenza aumentano a dismisura gli spostamenti quotidiani a cui la gente è costretta, oltre al costo energetico.
Il riferimento che si dovrebbe seguire è il 13° meridiano, cioè la direttrice Roma-Berlino, e il 45° meridiano, cioè la direttrice Torino-Ferrara, nonchè lungo una linea che fiancheggia le coste, e quindi favorire lo sviluppo urbano di piccoli quartieri lungo tali strade. Le città sarebbero piccoli centri abitati, costituiti soprattutto da grattacieli, e distribuiti lungo un percorso lineare. La crescita urbana intorno ai vecchi centri, soffoca i monumenti nell'inquinamento e la sporcizia, mentre costruendo su territori distanti, vivremmo in edifici nuovi e dotati di strutture avanzate.
I binari dovrebbero essere realizzati su una massicciata di pietrisco all'interno di scatole di cemento e non venire invece poggiate sul terreno, occupando con poderose scarpate di pietrisco, piene di erbacce, una superficie maggiore di terreno che potrebbe avere invece destinazione agricola.
I finestrini dei treni non devono essere apribili perchè le linee ferroviarie sono fiancheggiate da immondizia di ogni tipo, ma anche perché è rischioso gettare oggetti dai finestrini o esporsi dagli stessi. E’ indispensabile che le linee ferroviarie, siano realizzate fiancheggiandole con strade, per il soccorso e la manutenzione e per evitare lo spreco di terreno che se non occupato da una strada, verrà abbandonato alle erbacce. Allo scopo di impedire lo sviluppo di erbacce e arbusti, il binario non dovrebbe essere fiancheggiato da una scarpata, ma il pietrisco da cui è fatta la massicciata del binario, dovrebbe essere contenuto all'interno di blocchi quadrati di pietrisco in rete metallica. Al fine si favorire lo sfruttamento dell'energia solare, coprirei i treni con pannelli fotovoltaici. Tutto dovrebbe essere coperto di pannelli fotovoltaici, anche gli edifici, o in alternativa, da specchi. Contro la disoccupazione vorrei anche proporre di elargire ai disoccupati, in accordo con gli uffici di collocamento, biglietti di viaggio gratuiti, da utilizzare solo sui treni sui quali vi sono posti liberi. E' uno spreco avere treni che viaggiano semivuoti, soprattutto se nel contempo aumenta il traffico automobilistico.
Le informazioni fornite ai passeggeri dovrebbero più complete e rapide. Si noti per esempio come sia difficile in una grande stazione individuare rapidamente la posizione del tabellone di carta con gli orari dei treni.
Tabelloni degli orari che non sono chiari sui percorsi dei treni, riportando diciture del tipo : "Ferma in tutte le stazioni", senza indicare quali sono.
Ci sono i tabelloni elettronici, ma non indicano le fermate intermedie, per cui occorre poter consultare anche i tabelloni di carta nelle bacheche che dovrebbero trovarsi subito sotto quelli elettronici.
Perchè inoltre non offrire ai viaggiatori informazioni anche sulla posizione della città in cui ci si trova, con una pianta topografica, con relativo elenco stradale. I viaggiatori, che si deve supporre non conoscano i comuni limitrofi alla città, dovrebbero essere informati sulla loro ubicazione, tramite planimetrie topografiche che evidenzino anche lo sviluppo delle linee ferroviarie, le fermate intermedie, in modo che chi deve recarsi in un comune limitrofe, sappia subito se può arrivarci in treno. Il viaggiatore non sempre sa se esiste una linea ferroviaria con cui recarsi in un comune interno della provincia.
Ci dovrebbero essere indicazioni sulle strade della città e sugli autobus con cui è raggiungibile ogni singola strada e percorso di ogni singolo autobus ( poiché i servizi di trasporto urbano non sono mai sufficientemente chiari, e nel migliore dei casi, affiggono, alle fermate degli autobus, piante topografiche, indicanti i percorsi degli autobus, mostrando solo un enorme e indecifrabile groviglio di percorsi ).
Anche le fermate degli autobus, dovrebbero indicare il percorso del singolo autobus in un quadro di piccolo formato (come sull'autobus stesso), nonché una planimetria della zona in cui ci si trova, ed inoltre i loro percorsi non dovrebbero essere intricati e incomprensibili, ma rettilinei, secondo le sole direzioni nord-sud oppure est-ovest.
Nell'ambito di ambienti pubblici come le stazioni ferroviarie, vorrei anche lamentarmi delle scritture e dei graffiti sui muri, contro le quali vorrei proporre una soluzione che mi sembra molto semplice: lasciare i muri con un intonaco grezzo e ruvido, che renderebbe impossibile lo scorrere di penne e pennarelli, inoltre usare uno spray dello stesso colore del muro, con cui ricoprire e cancellare ogni scrittura con rapidità. La rapidità e la quotidianità della pulizia scoraggerebbe questi atti vandalici , poichè non potendo durare nel tempo, non diverrebbero un esempio da imitare. Aggiungerei la pubblicità sulle vetture, che coprirebbero i graffiti.

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IL PONTE SULLO STRETTO DI MESSINA

Per quanto riguarda il Ponte sullo Stretto di Messina, io penso che sia possibile realizzare ponti più stabili e sicuri di un ponte sospeso più lungo del mondo in una zona sismica.
Per esempio si potrebbero realizzare isole artificiali e canali intermedi per aumentare il flusso delle navi e delle correnti marine, e quindi collegando Calabria e Sicilia con ponti più corti e sicuri.
Ma anche le città di Messina e Reggio Calabria dovrebbero essere città moderne, piene di grattacieli, altrimenti che senso avrebbe avere un ponte moderno per collegare due città antiche?!
Penso che si potrebbero realizzare isole artificiali e canali intermedi per collegare Calabria e Sicilia con ponti più corti e sicuri. Ma anche le città di Messina e Reggio Calabria dovrebbero essere città moderne, piene di grattacieli, altrimenti che senso avrebbe avere un ponte moderno se le città rimangono antiche?!

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10. ALTRI ARGOMENTI IN BREVE

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NUOVE FONTI DI ENERGIA

Io penso che nelle analisi economiche non si tenga abbastanza presente che il nostro sviluppo tecnologico è dipendente dal consumo di petrolio che è una risorsa esauribile e quasi terminata e di cui l'italia non dispone.
Quando fra 10 anni, non ci sarà più petrolio, nessuno lavorerà più. La gente vivrà di cannibalismo, nutrendosi di coloro che per un qualche stupido motivo verrà ammazzato per la strada.
Siccome la transizione dagli idrocarburi a fonti di energia pulita è in forte ritardo, dovremo affrontare un periodo di decadenza, quando il petrolio non ci sarà più.
Penso che la Scienza possa intervenire in aiuto se motivata a farlo con maggiori investimenti economici.
Si potrebbe per esempio pensare di ri-produrre gli idrocarburi partendo da tutte le sostanze organiche, in quanto contenenti il carbonio, ricorrendo alle alghe, agli scarti vegetali, ai rifiuti vegetali, ai liquami fognari.
Penso cioè sia possibile produrre idrocarburi attraverso processi chimici simili a quanto avviene nella digestione umana, che parte dall'uso di acido cloridrico per scindere le molecole dei materiali organici e poi ricomporne altri.
Si deve anche imparare a risparmiare. Nel riscaldamento nelle abitazioni si potrebbe ricorrere maggiormente all'energia geotermica, tramite un canale che faccia circolare l'acqua portandola in profondità nel terreno, che risalirebbe spontaneamente scaldata dal maggior calore del sottosuolo.
Si devono sfruttare la fusione fredda, ma soprattutto riesaminare quanto ci ha rivelato il grande scienziato Nikola Tesla , che aveva mostrato molte altre alternative da cui ricavare energia elettrica ( http://www.youtube.com/watch?v=icTeEATQlDU ), oltre a investire nell'energia fotovoltaica, perchè pannelli fotovoltaici e specchi, potrebbero rivestire tutti gli edifici, finanche sostituire i vetri delle finestre.
Il petrolio riempie il mondo di anidride carbonica, che potrebbe venire ri-catturata dall'atmosfera, riproducendo artificialmente i processi di fotosintesi delle piante.
Spero non si voglia pensare di realizzare nuove centrali nucleari, che non possono dare ad una nazione indipendenza energetica, se non possiede giacimenti di uranio. E' preferibile con lo stesso denaro acquistare e accumulare uranio, poichè in futuro, anche questa risorsa comincerà a scarseggiare.

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RIDURRE L'INQUINAMENTO

Il consumo di petrolio è causa di inquinamento ambientale, poichè i combustibili a base di carbonio consumano l'ossigeno da cui è composta l'atmosfera restituendo solo anidride carbonica, per cui in futuro avremo un'atmosfera priva di ossigeno e costituita solo da anidride carbonica. Tale processo è reso reversibile solo dalla Natura, la cui flora tramite la fotosintesi, riesce ad assorbire il carbonio nella propria struttura, tuttavia non è abbastanza veloce per contrastare il poderoso consumo di ossigeno già avviato, ed è ridotto anche dal disboscamento finalizzato alla produzione di legname, all'uso delle terre occupate dalle foreste per scopi agricoli, e questo peggiora i cambiamenti climatici già in corso, e probabilmente renderà sempre più vaste le regioni già aride.
E' chiaro che il problema dell'inquinamento atmosferico nasce dall'eccessiva dipendenza dal petrolio delle nostre tecnologie, che non si preoccupano dei danni causati.
Dal momento che l'unico modo per conosciamo per contrastare l'inquinamento è un più esteso ricorso alla fotosintesi delle piante, perchè allora non pensare di ricorrere alle alghe che possono svilupparsi anche nei mari, e potrebbero anche essere usate per produrre bio-diesel, al posto delle colture agricole di soia? il Mar Mediterraneo potrebbe per esempio venire chiuso presso lo stretto di Gibilterra e trasformato in una distesa di alghe.

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CONTRASTARE LA TOSSICODIPENDENZA

La lotta al narcotraffico è inutile se vengono perseguiti solo coloro che commerciano stupefacenti, lasciando impuniti coloro che li producono e soprattutto anche coloro che li consumano, che sono i più facili da individuare.
I responsabili della produzione di sostanze stupefacenti sono coloro che le consumano, non sono solo vittime.
I tossicodipendenti dovrebbero venire reclusi se non decidono di disintossicarsi. L'uso delle droghe, eroina, cocaina, distruggono la vita dei giovani e l'unica soluzione è impedirne l'uso coattivamente con l'arresto, ma visto che non si può tenere tanta gente in un carcere, si dovrebbe consentire l'arresto ai familiari in casa propria. Chi si droga sono in tanti, le comunità che io sappia sono poche e costano, non tutti i drogati vogliono disintossicarsi, i carceri sono pieni, e in casa si possono avere tutte le comodità possibili. E' una soluzione semplice e sbrigativa, perché non si può aspettare che un giovane prenda coscienza dell'errore che commette in quello che fà, nonchè che acquisti la forza di volontà con cui decidere di smettere. I familiari verrebbero aiutati e controllati dalle Forze dell'Ordine, da un gruppo per l'assistenza sanitaria, cioè non pretendo che un drogato venga completamente recluso e internato in casa senza poter vedere nessuno, ma solo vigilato in condizioni di libertà ridotta. Non capisco qual è il problema se si costringe con la forza un giovane drogato a rimanere in casa opportunamente ammanettato e vigilato fino a quando deciderà di disintossicarsi presso una struttura pubblica specializzata. E' più giusto lasciarlo libero di andare dove vuole, e vederlo rientrare a casa allucinato oppure bloccare la sua eccessiva libertà ai primi sintomi?

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IL SISTEMA SANITARIO

L'attuale sistema sanitario NON è carente nel numero di strutture ospedaliere, ma è proprio la loro estesa  diffusione che ne limita lo dimensioni, ed il maggiore progresso tecnologico. E' come avere tanti piccoli centri abitati, con casette da due piani, anzichè grandi città con grattacieli altissimi

COMPETIZIONE FRA PROFESSIONISTI O MONOPOLIO INTELLETTUALE?

Le corporazioni di professionisti essendo uniti fra loro dalla regola di non danneggiarsi reciprocamente, non possono offrire un servizio competitivo, non si preoccupano di rovinare la gente, perchè se perdono qualche cliente le opportunità di guadagno non si riducono, e non è possibile alcuna azione legale risarcitoria per i danni che causano, poichè anche la Giustizia, con i suoi avvocati, funziona con lo stesso meccanismo, e risulta controproducente avviare una qualsiasi causa legale perchè a guadagnarci sono solo gli avvocati.
Ogni volta un medico crea danni, l'intera classe dei medici ne è responsabile, in quanto la loro attività, il loro sistema, i loro metodi si dimostrano non funzionare, per cui devono pagare tutti, attraverso una riduzione dei meriti e delle retribuzioni, che non può al contrario crescere perchè si sono coalizzati in organizzazioni ed in funzione delle leggi di una economia di mercato.
Tutte le categorie professionali dei dottori, in quanto dottori, considerano sè stessi non criticabili, intellettivamente superiori, e grazie allo scarso controllo di quanto avviene nei loro ambulatori, non si preoccupano realmente del paziente e della propria preparazione che deve perfezionarsi continuamente, operando nella totale impunibilità.

I DENTISTI
La cura della salute garantisce ai medici notevoli guadagni, eppure se prendiamo come esempio la categoria dei dentisti, e facessimo caso a quanta gente ha una dentatura disastrata. Il motivo è che la gente non trova produttivo rivolgersi ad un dentista, da cui spende troppi soldi, e spesso, siccome i dentisti non hanno motivo di migliorarsi guadagnando tutti abbastanza, ne subisce danni come con tutti gli altri medici.

GLI PSICOLOGI

Le loro psicoterapie consistono nel farti parlare molto. Fingono un rapporto di amicizia, ma sono estranei ed indifferenti. Trasformano la terapia in un rapporto molto confidenziale, ma in realtà ti svuotano di tutte le emozioni perchè quel continuo parlare con una persona indifferente, che se pensa qualcosa, forse pensa l'opposto, si trasformerà in conflitti interiori e dialettici con tutti, causando asocialità.
Il dialogo con uno psicoterapeuta induce il paziente a formulare discorsi senza senso, in quanto sviluppati in un consesso slegato dalla realtà, privo di confronto.
La cura dei disturbi mentali è attualmente affidata non più ai manicomi bensì ai C.I.M. (Centri di Igiene Mentale) cioè ad una categoria di medici stupidi, inutili, costosi, dannosi e che dovrebbero essere licenziati e aboliti.
Gli psicologi sono dei privilegiati che senza fare alcuna fatica vengono cioè pagati solo per ascoltare i problemi della gente: null'altro! Gli psicologi sono un cancro sociale.
Quello dello psicologo è un potere occulto,
che solo negli ultimi decenni psicoanalisti come Milton Eriksson, hanno mostrato nella sua pericolosità, poichè gli psicologi, senza a volte saperlo loro stessi, esercitano un'azione ipnotica anche a volte con semplici banali parole.
Il paziente ne diventa succube, diventando schiavo della autorità e della volontà dello psicologo, un'intelligenza non opinabile. Il paziente viene costretto a rinunciare alla propria intelligenza logica e critica, rendendosi schiavo dello psicologo anche nella propria affettività e sessualità, in un rapporto amoroso che modifica la sua capacità di comunicare, e con cui poi nel relazionare poi con la gente, verrà subito identificato come patologico, nel proporre gli stessi argomenti, la stessa arroganza non repressa, subendo dalla gente le reazioni che spettano ad un malato di mente.
Frequentare uno psicologo significa disperdere al vento presso sconosciuti la propria emotività ed affettività, quella che ci induce a innamorarci di qualcuno anzichè un altro, modificando e annullando i propri sentimenti, confrontandosi e/o scontrandosi con una persona indifferente per la quale sei uno fra mille pazienti e di cui si dimenticherà il giorno dopo. Significa raccontare tutto, quindi ogni aspetto della propria vita privata a persone che in un qualche modo la racconteranno a terzi. Significa lasciare aperta la porta sulla propria mente a ignoti. Significa diventare servile e succube dell'autorità e della volontà di una persona e di un potere che ti è oscuro perchè non ti diranno mai nè potrai mai sapere cosa sanno e pensano della tua situazione, facendoti credere che ti capiscono, che sono intellettivamente superiori, e che hai tu hai dovere di ubbidienza, per cui dovrai parlare ininterrottamente di te con persone che non ti dicono nulla di sè e ripeterti inutilmente per ore, giorni, anni, con persone che non fanno parte della tua vita ma di un ambiente alieno come quello ambulatoriale, a persone che per te non provano alcun sentimento, alcuna stima, alcun motivo di amicizia, che sono abituati a ipotizzare teorie e sperimentare strategie terapeutiche, incuranti dei loro eventuali errori, per i quali non viene imposto di pagare.
Parlare dei propri problemi a qualcuno, consentendogli di accedere a tutti gli aspetti più intimi e privati della propria vita.
Chi si sottopone alla terapia di uno psicologo, dovrebbe essere essere reso consapevole in cosa consiste la loro tecnica terapeutica. Non si può sottoporre in ogni caso un paziente all'autorità di un medico, in ogni settore della medicina, ad una terapia senza che chi la subisce abbia potuto capirla, e senza poterla approfondire dal punto di vista scientifico e confermata da un gruppo di medici. Chi più di chi è malato ha motivo di approfondire la ricerca sulle cure contro una malattia, per cui perchè non può venirne edotto! Manca attualmente per il paziente la possibilità e la garanzia di poter criticare una terapia che gli viene imposta, sottoponendola alla discussione e all'analisi di un gruppo di medici alternativi.
E' forse troppo difficile capire per esempio che i disturbi psicologici sono riconducibili ad una rottura con chi rappresenta le tre entità della mente (l'io-bambino, l'io-adulto, l'io-anziano), per cui è venuta meno la capacità di comunicare, di socializzare e integrarsi nella società?! Lo psicologo, pertanto, non può migliorare tali capacità, per cui le psicoterapie sono inutili e possono solo peggiorare la capacità di comunicare del paziente, causando ulteriori danni.
I manicomi non erano istituti da chiudere ma solo da riformare.
Le trasformazioni ideologiche in corso, hanno abolito le prigioni, ma possono invece essere un luogo dove vivere un diverso stile di vita.
Se una persona vive in modo isolato all'interno di un ambiente famigliare che ne causa la malattia mentale, ha bisogno di potersene separare e vivrebbe meglio in un luogo fi vita alternativo, dove potrebbe capire cosa lo opprime e da chi deve liberarsi.
I danni di cui sono attualmente colpevoli gli psicologi sono gravi quanto imprevedibili, perchè i loro metodi sono e rimarranno sperimentali.
Mentre diveniva evidente che la condizione di prigionia in cui si viveva all'interno di un manicomio non favoriva la guarigione dei malati, non era ancora chiaro che la psicoanalisi consentiva nuovi metodi di cura, ma inefficaci se affidati a gente intellettivamente banale, e che causa danni non meno gravi, pur avendo chiuso i manicomi.
In realtà l'unico difetto dei manicomi era il modo in cui erano strutturati, cioè luoghi di vita comunitaria in cui era impedito separarsene, di crearsi un luogo di vita alternativo, nascosto e privato, poichè ciò che abbiamo non deve essere sempre condiviso, i nostri pensieri, le nostre azioni, non devono essere sempre di tutti e chiunque come se fossero sempre proprietà pubblica di tutti. Come si può consentire agli psicologi che non lo hanno mai capito di continuare a occuparsi di problemi mentali!
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GESTIONE DEI RIFIUTI

Come comune cittadino penso sia grave che in una società civilizzata quale dovrebbe ssere la nostra, la raccolta differenziata dei rifiuti spesso non avvenga, la gente non contribuisca e venga eseguita parzialmente e pessimamente.
Nel nostro sistema economico che incoraggia il consumismo è  conseguenziale che si producano molti rifiuti e si tenda  a gettare via tutto facilmente.
Lo stesso accade alle persone che vengono lasciate disoccupate come rifiuti da circuire di progressivo disprezzo.
In realtà non esiste il rifiuto perchè tutto è recuperabile e deve essere obbligatoriamente recuperato, altrimenti con il passare del tempo il loro volume sarà tale che vivremo immersi nella spazzatura.
Cosa si deve fare per limitare questo fenomeno?
Io partirei da una progressiva maggiore differenziazione dei rifiuti, tramite bidoni automatizzati (per bottiglie, lattine) che oltre a raccogliere un oggetto danno diritto ad un  compenso, in denaro o altro.
In tal modo non solo molti  disoccupati, raccogliendo la spazzatura avrebbero una  opportunità di lavoro e guadagno, ma restituendo i  rifiuti prima di essere gettati via, si ridurrebbe il  lavoro necessario per recuperarli, cioè per la raccolta  e la trasformazione.
Manca la sensibilità della gente per il rispetto  dell'igiene e il rispetto della Natura che invece tanto  contribuisce al nostro benessere, e pertanto la gente  deve essere educata ad avere un atteggiamento meno  sprezzante verso tale attività, e verso i rifiuti,  coinvolgendo tutti nel loro servizio di raccolta che  deve essere organizzato in periodi di lavoro a tempo  determinato, nonchè in attività di volontariato che  devono essere sempre ricompensate e premiate.
Mi accorgo che manca anche l'intelligenza con cui  avviene la raccolta e il riciclo dei rifiuti cioè sui  processi industriali con cui vengono prodotte e  recuperate per esempio le plastiche, per cui un oggetto  solo perchè costituito da legno e ferro non viene  inserito nella raccolta del ferro ma in quella dei  rifiuti indifferenziati. E questo accade sopratutto  nella raccolta delle plastiche, il cui ciclo di recupero  spesso ne riduce la raccolta alle sole bottiglie.
Si dovrebbe anche recuperare tutto ciò che è usato ma  che può ancora essere usato, come a volte già accade in  alcuni mercatini rionali, ma anche affidandoli ad un  servizio di raccolta pubblico, da redistribuire visto  che nel mondo c'è molta gente a cui sarebbe utile ciò  che per noi è vetusto, come mobili, apparecchi  elettronici,
Ciò che si produce dovrebbe essere prodotto in  confezioni possibilmente non troppo differenti, per  esempio utilizzare di più il vetro per la birra anzichè  le lattine di alluminio, per bere portando alla bocca le  quali è tra l'altro anche anti-igienico.
Si potrebbe recuperare i rifiuti, come per esempio le  apparecchiature elettroniche o i frigoriferi, siglandone le confezioni in modo da renderle riconoscibili elettronicamente (come quello utilizzato nei  supermercati per individuare il prezzo di un prodotto)  affinchè quell'oggetto anzichè non possa essere  disperso nell'ambiente senza poter risalire a chi lo ha  comprato e quindi a chi lo ha abbandonato, ma venga restituito tramite ricompensa o ad un centro di raccolta che funzioni come i super-market con cassa e riconoscimento elettronico dei rifiuti, oppure a chi lo ha  prodotto, poichè se molti oggetti venissero restituiti  ai produttori, cioè imponendo loro di ripercorrere a  ritroso il processo attraverso cui sono stati prodotti,  si potrebbero recuperare meglio le sostanze chimiche  utilizzate.
Mentre per i rifiuti organici si dovrebbero imporre  l'uso di buste di plastiche bio-degradabili, per poterne fare concimi. I liquami  fognari possono essere utilizzati in processi chimici  finalizzati alla produzione di idrocarburi.
Le sigarette di tabacco dovrebbero essere confezionate senza il filtro, mentre la produzione di chewing-gum dovrebbe essere abolita.

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ABOLIZIONE DELLE PROVINCE

Perchè non abolire gran parte dei Comuni, e solo dopo pensare ad abolire anche qualche Provincia? Riorganizzando gli enti locali, evitando la formazione di troppi enti comunali, è anche un modo per gestire in modo più razionale l'espansione urbana, che dovrebbe favorire lo sviluppo solo delle grandi città (in altezza) e non dei piccoli centri comunali. Dando una differente estensione ed un differente capoluogo ai vari enti locali, ci sarebbe anche un maggiore ricambio della classe politica, impedendo in tal modo l'occupazione stabile delle cariche amministrative da parte di quegli ambigui personaggi che hanno trasformato i Comuni in feudi personali, come una nuova classe aristocratica che ha fatto della politica uno strumento per arricchirsi e attingere potere sia per sè che per familiari, parenti e amici e che quando cambia il Governo e il partito politico che governa, si limita a cambiare bandiera, ma non si dimetterà mai. Riducendo la classe politica, anche la spesa pubblica verrebbe drasticamente ridotta. L'Italia non è e non sarà mai una grande nazione in cui le città sono e devono essere più grandi, ma solo un paese feudale fatto di antichi borghi che si sviluppano in modo caotico, in cui si vive rispettando tradizioni medievali. Andrebbe ribattezzata col nome di 'Italietta'